Trasporti
Truffa all’Inps, a processo ex dipendente e compagna
Sott’accusa per falso e peculato, lei per ricettazione, la figlia ha patteggiato L’uomo avrebbe fatto confluire denaro sulle loro posizioni contributive
CARRARA. Quarantacinquemila euro che, secondo l'accusa (il pm titolare dell'indagine è il procuratore capo Aldo Giubilaro) sarebbero state sottratte dalle casse dell'Inps, e destinate, con una serie di operazioni, a modificare, a loro vantaggio, le posizioni contributive della figlia e della compagna. Una vicenda complessa per cui il gup Alessandro Trinci (il pm in udienza era la dottoressa Rossella Soffio) ha disposto il rinvio a giudizio l'ex dipendente dell'istituto, Alcide Benedetti di 64 anni (ora pensionato), assistito dal legale Nicola Bianchi, e la compagna, Gabriella Passarelli, difesa dall’avvocato Paolo Di Martino.
Ha invece patteggiato la pena, 1 anno e 2 mesi di reclusione (pena sospesa) e 3600 euro di multa la figlia dell’ex dipendente Inps, Micol Benedetti.
La giovane, ha spiegato al termine dell'udienza preliminare l'avvocato Manfredi, ha scelto il rito alternativo del patteggiamento, “solo per evitare lo stress di un processo”.
«Anche se la mia assistita - ha spiegato il legale - non conosceva la provenienza di quei soldi, gli erano stati giustificati come contributi di disoccupazione». La vicenda che è arrivata davanti al giudice Trinci, riguarda contributi che, secondo l’ipotesi accusatoria, in più e azioni migliorative di quelle stesse posizioni avrebbero permesso alla ragazza (la figlia di Benedetti) di accedere all'indennità di disoccupazione e alla compagna dell’uomo di ottenere un trattamento di fine rapporto più importante, una volta approdata alla pensione.
Per questi fatti l’ex dipendente dell’Inps, è accusato di falso per le operazioni effettuate e di peculato per aver distolto somme di denaro pubblico. Per la figlia e la ex compagna, invece, l'ipotesi accusatoria era quella di ricettazione per avere di fatto usufurito dei soldi distolti dalle casse dell’istituto di previdenza. Il fascicolo per il quale il giudice ha disposto i due rinvii a giudizio, rappresenta però soltanto un tassello di una vicenda ancora più ampia e complessa. Vicenda, peraltro, per cui Benedetti è già stato condannato dalla Corte dei Conti con la sentenza 186 dell’ottobre di due anni fa. La Corte lo ha condannato per false prestazioni, a vantaggio di figlia e compagna e con ricadute economiche (negative) sulle casse dell'Inps. In base al dispositivo adesso l'ex dipendente dovrà risarcire l'istituto di previdenza per cui ha lavorato della stessa cifra (calcolata in 53mila euro) che avrebbe indebitamente stornato. Nei confronti di Benedetti - si legge sempre nella sentenza della Corte dei Conti «è stato disposto anche il sequestro conservativo di disponibilità finanziarie per un importo pari ad un quinto della somma al centro della condanna».(r.c.)
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