Il Tirreno

Estorsione, operaio a processo

Estorsione, operaio a processo

Avrebbe preteso soldi dall’ex amante per non far vedere un loro video

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MASSA. Inizia come una storia d’amore e finisce in tribunale. Lei racconta di essere stata minacciata dall’ex amante, di essere stata costretta a pagare perché l’uomo non consegnasse a suo marito i video dei loro incontri. Quella di Michele Rega, operaio napoletano, è invece tutta un’altra storia. La storia di una donna - questa la sua ricostruzione - che gli ricarica la carta pre pagata e gli assicura i soldi necessari per sostenere il viaggio da Napoli e il soggiorno in albergo. Con la speranza di passare una bella giornata insieme.

Tutto comincia con qualche post su Facebook: i due si piacciono e si scambiano i numeri di telefono. Li separano 500 chilometri, ma tentano comunque di dare sostanza ad una relazione fino a quel momento virtuale: il primo incontro, gli appuntamenti, i momenti romantici. Poi la denuncia. La donna racconta ai carabinieri di essere stata minacciata dall’ex amante: lei vuole rompere la relazione, ma lui pretende denaro e se non lo avrà mostrerà i video dei loro incontri al marito. Scattano le indagini, affidate al sostituto procuratore Alessandra Conforti, e per l’operaio viene disposta la misura cautelare dell’arresto. Adesso l’uomo, difeso dall’avvocato Lara Balderi, dovrà difendersi a processo dall’accusa di estorsione. Così ha deciso il giudice per l’udienza preliminare Alessandro Trinci che pronunciato il rinvio a giudizio.

(C.S.)

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