Attenzione
Comune lesionato, finanziamento cercasi
Occorrono settecentomila euro per riaprire il palazzo di Castelnuovo chiuso dopo il terremoto
CASTELNUOVO MAGRA. Servono 700mila euro per riaprire il palazzo comunale. Dopo lo sciame sismico che ha costretto i tecnici comunali a “consigliare” il trasferimento della sede dal centro storico al Piano, nella ex scuola di via Canale finalmente si incominciano ad avere più chiari i contorni di un ritorno nel palazzo settecentesco. In pratica con questa somma, la cui proposta progettuale è già stata inviata in Regione Liguria «al fine di ottenere il finanziamento – ci spiega l’assessore Francesco Marchese - anche in seguito alla riallocazione di fondi non spesi», si potranno fare esclusivamente gli interventi per ripristinare le condizioni di accessibilità a tutto il palazzo.
Cosa diventerà il palazzo stesso è ancora tutto da decidere ma prende sempre più corpo l’ipotesi di una multifunzionalità, ovvero l’Enoteca Regionale della Liguria dovrebbe ritornare nelle sue affascinanti sale con l’aggiunta del piano terra; il piano primo dovrebbe restare in uso alla pubblica amministrazione (sala consiliare e uffici di rappresentanza).
Quello che invece avrà a breve nuova vita è la torre del castello dei Vescovi di Luni in piazza Querciola. I lavori di sistemazione interna ed esterna sono in fase di ultimazione (si parla di chiusura lavori tra febbraio e marzo). In pratica con l’investimento di 600mila euro verrà riportata al suo antico splendore la torre, sono stati realizzati alcuni lavori di sistemazione delle antiche mura del castello, sono stati realizzati i bagni nell’ex palazzo comunale (sempre in piazza Querciola) ed è stato realizzato un parcheggio, poco distante, lungo la provinciale per il borgo di Vallecchia. Insomma un intenso lavoro che darà nuova luce a uno dei centri storici più belli dell’intera Val di Magra.
«La torre – commenta Marchese - sarà visitabile in quanto grazie all’intervento sono stati ripristinati i solai e le scale in legno per salire sino alla sommità da cui si gode uno dei panorami più suggestivi dell’intera provincia. Contiamo a breve di poter rendere fruibile quest’ importante emergenza architettonica e storica». E’ evidente che l’intera piazza Querciola si candida a diventare, a lavori finiti, una delle maggiori attrattive turistico culturali della vallata. E in un momento dove, con le difficoltà del comparto commerciale, i piccoli borghi rischiano di diventare solo dei dormitori. Sarà importante adesso avere le idee chiare sulla gestione delle strutture e come renderle usufruibili ai tanti turisti (italiani e non) “affamati” di cose belle e meno note.
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