Il Tirreno

Pignone prepara Zadco

di Cinzia Chiappini

Almeno due anni di lavoro per spedire la nuova commessa milionaria

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Lo Yard di viale Zaccagna si “prepara” per l’avvio del progetto Zadco: a metà anno partiranno le operazioni di assemblaggio delle nuove turbine, a gennaio 2017 le prime spedizioni. A un anno esatto dalla partenza dell’ultimo modulo del progetto Gorgon, che dal porto di Marina di Carrara dopo un viaggio di 45 giorni ha raggiunto lo scorso gennaio i suoi quattro gemelli sull’isola australiana di Barrow, lo Yard di Ge Oil&Gas-Nuovo Pignone su viale Zaccagna ad Avenza si prepara per assemblare un’altra serie di “maxi turbine”, destinate questa volta agli Emirati Arabi.

Dopo una fase di “ripartenza”, come la chiamano gli addetti ai lavori, nel sito avenzino fervono i preparativi che precedono le fasi di assemblaggio vero e proprio: dopo i 12 milioni di investimenti di Gorgon, per il progetto “Zadco” Ge Oil&Gas – Nuovo Pignone ha investito nello Yard altri 12 milioni, ampliando la superficie disponibile da 40 a 140 mila metri quadrati. «Oggi stiamo impiegando competenze di tipo civile perché stiamo preparando lo Yard per il nuovo progetto, poi arriveranno carpentieri, meccanici ed elettricisti» racconta Carlo Freni, Responsabile Globale GE Oil & Gas per i Progetti Moduli Industriali.

Il sito è di nuovo in fermento dunque e, garantisce il dirigente, verso la metà di quest’anno passando su viale Zaccagna si inizieranno a vedere svettare le strutture usate per l’allestimento dei moduli. Uno Yard dunque in continua evoluzione, dove a seconda delle fasi della “produzione” si alternano professionalità diverse: «Il carico di lavoro di questo sito è legato alle dinamiche tipiche di un cantiere di assemblaggio. Le competenze cambiano a seconda delle fasi della lavorazione» aggiunge il dirigente, precisando che tra diretti e indiretti, le persone impiegate su viale Zaccagna sono 176.

E proprio l’impatto occupazionale delle attività dello Yard ha sollevato qualche obiezione, anche da parte delle istituzioni locali, soprattutto durante la realizzazione del progetto Gorgon che si è “incrociata” con la campagna elettorale per le amministrative: «Nel 2011 abbiamo siglato un accordo importante con le istituzioni locali e la Regione, per cercare soluzioni vincenti sia per noi che per questo territorio» ribatte Carlo Freni.

Il riferimento è all’accordo di programma siglato con Regione Toscana, Provincia, Comuni di Massa e di Carrara e Autorità portuale attraverso il quale gli enti locali hanno assunto una serie di impegni – interventi sulle infrastrutture e varianti urbanistiche – che hanno “agevolato” la realizzazione nel sito di viale Zaccagna del progetto Gorgon: il tutto in un’operazione mirata anche a creare nuovi posti di lavoro in un territorio con gravi difficoltà occupazionali come il nostro.

Non è un caso che il governatore toscano Enrico Rossi, in un’intervista al nostro giornale di qualche giorno fa, parlando di un nuovo “patto” per il rilancio della provincia apuana, abbia citato espressamente il Nuovo Pignone, affermando che la Regione vuole «favorire lo sviluppo della presenza del Nuovo Pignone ad Avenza, con un impatto occupazionale ulteriore».

«Noi stiamo investendo e se ne avremo la possibilità continueremo a farlo» replica, a distanza, il dirigente Freni, precisando che «se ognuno rispetterà gli impegni, anche noi faremo la nostra parte, aprendo ancora più business nella zona».

Secondo il responsabile del progetto moduli industriali, Nuovo Pignone è alla continua ricerca di carichi di lavoro, con trattative spesso lunghe e delicate, che hanno una durata di 2-3 anni e non si sarebbe alcuna intenzione di lasciare lo Yard.

Certo in città c’è anche chi, in nome della tutela dell’ambiente e della sicurezza della cittadinanza, avrebbe preferito che la collaborazione tra Nuovo Pignone e istituzioni locali non andasse in porto e solleva ormai da tempo pesanti dubbi sull’impatto delle attività dello Yard: «In quel sito non costruiamo turbine…le turbine arrivano già costruite e collaudate – ribadisce Carlo Freni - Questo vale sia per Gorgon sia per Zadco. Ad Avenza effettuiamo assemblaggio finale del manufatto su strutture complesse ma comunque in ferro», procedure che, lascia intendere il responsabile del progetto moduli di Ge.Oil&Gas non espongono ad alcun rischio né l’ambiente né la sicurezza dei cittadini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa