Sicurezza
Naufraga “Carrara in vetrina”
L’ex presidente del CCn: scarsa partecipazione dei negozianti, risposte inadeguate del Comune
CARRARA. I rappresentanti del Centro commerciale naturale di Carrara si sono dimessi in blocco.
I motivi del naufragio del Consorzio Carrara in Vetrina sono sintetizzati tutti in un’immagine, quella della sala di Rappresentanza che ha ospitato martedì sera l’assemblea dei commercianti di Carrara: all’appuntamento, convocato dopo l’annuncio delle dimissioni in blocco dei vertici del consorzio, si sono presentati solo poche persone, meno di una ventina, e per riempire la platea si è dovuto attendere l’arrivo dei “presidianti” dell’Assemblea permanente, che hanno assistito e partecipato al dibattito.
Non è un caso che in cima alla lista delle motivazioni che hanno spinto lui e i membri del direttivo ad alzare bandiera bianca, l’ormai ex presidente di Carrara In Vetrina Lorenzo Baglioni, abbia messo proprio la scarsa collaborazione dei colleghi: «A prendere le decisioni eravamo in pochi e ogni scelta veniva sempre criticata, anche da chi non si è mai degnato di partecipare a una riunione».
Si è poi aggiunta, nel tempo, la consapevolezza di aver puntato su un sistema associativo eccessivamente pesante, quello del “consorzio”, che solo per gli oneri fiscali prevede un esborso annuale di circa tremila euro.
«Il naufragio del consorzio va imputato soprattutto ai negozianti», ha sostenuto Baglioni, ma ha anche aggiunto: «L’amministrazione ha dato risposte inadeguate ai problemi che abbiamo posto», ricordando che il “decalogo” dei commercianti per il rilancio della città è rimasto lettera morta, che l’osservatorio sulla Ztl si è riunito una sola volta e che il consorzio si è dovuto scontrare più volte contro la «mancanza di coordinamento tra gli uffici, che complica la vita di tutti». Baglioni ha fatto un esempio su tutti: quello delle cinquanta casse di legno acquistate dal consorzio nel 2013 con una spesa di 2.500 euro, per l’allestimento di alcune manifestazioni estive del Ccn e date in prestito anche ad altri eventi.
Poi, finita la stagione degli eventi, Carrara in Vetrina ha chiesto al municipio un posto per conservarle: nessuno però è riuscito a trovare una sistemazione e così cinque casse, rimaste troppo a lungo in strada, sono state rubate mentre le altre sono al Paretra e a Palazzo Pisani: «Per tenere le casse al Paretra, Erp ci ha chiesto di prendere in affitto l’intero fondo» ha raccontato Baglioni che, proseguendo la serie delle disavventure del Consorzio, ha ricordato la multa comminata dalla Polizia Municipale a Carrara in Vetrina in occasione di Vocal War perché, «la premiazione dei vincitori ha sforato l’orario indicato per la chiusura».
L’intervento di Lorenzo Baglioni è stato condiviso dal direttivo del consorzio, che si è dimesso in blocco: nessuno dei pochi commercianti presenti si è candidato a sostituire i vertici uscenti e così, nei prossimi giorni saranno avviate le pratiche, non semplici, per lo scioglimento.
«Lasciate il consorzio e venite da noi» hanno commentato, dopo aver seguito il dibattito, alcuni presidianti della Sala di Rappresentanza, invitando i commercianti carraresi insoddisfatti a unirsi all’Assemblea permanente. (c.ch.)
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