Sicurezza
Lavori post alluvione nei guai due ingegneri
Andrea Cerchiai e Roberto Grausen ai domiciliari. Nell’inchiesta in cui si ipotizza il reato di truffa, indagate otto persone dopo controlli della Finanza
CARRARA. Otto indagati di cui quattro posti agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di finanza spezzina su lavori di somma urgenza a Monterosso al Mare in provincia della Spezia, dopo l’alluvione del 25 ottobre 2011. Nei guai anche due ingegneri carraresi, Andrea Cerchiai (che fa anche parte del consiglio dell’Ordine degli ingegneri di Massa Carrara) ex direttore dei lavori alla Progetto Carrara, e un suo collaboratore Roberto Grausen, finiti ai domiciliari. I loro interrogatori di garanzia dovrebbero svolgersi la prossima settimana. Cerchiai è assistito dall’avvocato Luca Pietrini e Grausen dall’avvocato Giuseppe Del Papa.
Le indagini sono condotte dalla Procura della Spezia. Le ipotesi accusatorie, a vario titolo, sono di truffa ai danni dello Stato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, falsità ideologica.
Le Fiamme gialle nel corso dei controlli sul territorio hanno effettuato un’indagine giudiziaria finalizzata a contrastare presunti fenomeni illeciti nella gestione dei fondi pubblici stanziati per i lavori di somma urgenza, eseguiti nel Comune di Monterosso al Mare a seguito dell'alluvione del 25 ottobre 2011.
Le indagini – come si legge in una nota diffusa dalla Finanza spezzina – «hanno evidenziato forti anomalie relative alla costruzione, nell'alveo del torrente Pastanelli, delle "briglie selettive", opere di miglioramento idraulico volte ad attenuare il rischio in caso del ripetersi di eventi alluvionali».
Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno rilevato che «Il Comune in questione, avendo ingenti disponibilità liquide da erogare in somma urgenza per l'esecuzione dei lavori ritenuti inderogabili nel periodo post alluvione, ha potuto utilizzare le procedure che consentono in tali casi l'affidamento dei lavori direttamente ad imprese scelte dalla Pubblica Amministrazione senza una progettazione preliminare; pertanto non esiste modo, a priori, di poter valutare la congruità economico-finanziaria delle opere in realizzazione». Sfruttando tali aspetti procedurali, secondo gli investigatori, sarebbero stati «predisposti atti falsi per contabilizzare sia lavori inesistenti che falsi stati di avanzamento lavori e, successivamente, per certificare la regolare esecuzione e collaudo delle opere».
L’attività investigativa è consistita anche in intercettazioni telefoniche ed ambientali nei confronti di funzionari pubblici, imprenditori ed altri professionisti tutti a vario titolo incaricati dell'esecuzione dei progetti e delle opere. Per gli investigatori ci sarebbero stati accordi fra vari soggetti.
Sempre secondo gli inquirenti, sarebbero stati «indebitamente contabilizzati lavori di sbancamento e risistemazione dell'alveo del torrente Pastanelli per un totale di oltre 220.000 euro».
Le risultanze investigative hanno portato alla denuncia all'Autorità Giudiziaria spezzina di otto persone, indagate a vario titolo per i reati di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata ai danni dello Stato.
Sulla base delle risultanze delle indagini, in mano al pm Tiziana Lottini, il giudice per le indagini preliminari Diana Brusacà ha emesso un'ordinanza che dispone misure cautelari (i domiciliari) per quattro degli indagati: Andrea Cerchiai direttore dei lavori, il collaboratore Roberto Grauser, Mariana Aitano funzionaria del Comune di Monterosso e responsabile del procedimento amministrativo per le opere in questione (assistite dall’avvocato Silvia Rossi), Eugenio Biagioni imprenditore edile titolare della Nec di Follo (assistito dall’avvocato Andrea Corradino). L’interrogatorio di garanzia per questi ultimi due è previsto per domani. Disposto anche il sequestro preventivo di beni immobili e valori superiore a mezzo milione di euro.
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