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Rifiuti, la ditta Costa vince anche in appello

Lavorazione dei rifiuti alla ditta Costa (foto archivio)
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Lavorazione dei rifiuti alla ditta Costa (foto archivio)

Aulla, il Consiglio di Stato conferma una sentenza del Tar del 2008: ad Albiano ogni tipo di rifiuto urbano

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AULLA. Il Consiglio di Stato conferma: la ditta Costa di Albiano Magra ha “diritto” a ricevere e trattare i rifiuti della Lunigiana e da respingere sono le argomentazioni contrarie sostenute dalla Provincia di Massa Carrara. È il senso della sentenza emessa nel luglio dello scorso anno ma depositata soltanto da pochi giorni, dal Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla Provincia contro un precedente pronunciamento del Tar. La questione è complessa. La Provincia sosteneva che Costa potesse trattare nel suo contestato impianto di Albiano soltanto alcune tipologie di rifiuti, quelli “umidi”, cioè in qualche misura già differenziati, mentre la società spezzina riteneva di avere ricevuto, dalla stessa Provincia (che è competente nella politica dei rifiuti) autorizzazioni per lavorare ogni tipologia di rifiuto solido urbano, nonostante le modifiche al Piano provinciale dei rifiuti intervenute successivamente. Il Tar, nell’ormai lontano 2008 aveva respinto il ricorso della Provincia e ora il giudice “di secondo grado” conferma questo orientamento. Condannando, fra l’altro, la Provincia a pagare 8.000 euro di spese legali.

La sentenza del Consiglio di Stato, che fa parte di un ampissimo contenzioso legale sulla ditta Costa – ricorsi di Provincia, cittadini, della stessa Costa ripetutisi negli anni – non ha alcun effetto concreto: in tutti questi anni trascorsi dal 2008, l’impianto ha continuato a lavorare e a ricevere i rifiuti urbani della Lunigiana.

Anche se adesso profila un altro ( l’ennesimo) passaggio critico, probabile fonte di nuovi contenziosi: la procedura per il rinnovo dell’autorizzazione all’impianto, che ha già visto un ricorso al Tar da parte degli abitanti (vinto dalla Costa) e che deve in questa fase valutare l’impatto “odorigeno”, cioè la puzza che emana l’impianto. (c.f.)

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