La manifestazione
Michelangelo, mostra nel mirino
Il Giornale dell’Arte la boccia. L’assessore Bernardini: ma il tempo ci darà ragione
CARRARA. A un mese dalla sua inaugurazione era arrivata la bocciatura della testata artistica “Artribune” che scriveva: «A Michelangelo questo tributo frettoloso non piacerebbe». Adesso un'altra critica negativa piove sulla mostra dedicata al Maestro a 450 anni dalla sua morte: “A sculpir qui cose divine”, ospitata al Centro Arti Plastiche dell'ex convento di San Francesco.
È quella contenuta nell'ultimo numero del mensile “Il Giornale dell'Arte”, che nella prima uscita di ogni anno dedica uno spazio al “meglio e al peggio dell'anno precedente”: interviste a storici dell'arte, docenti, esperti su tutto quello che riguarda l'arte (dalle mostre ai critici). Ebbene, la mostra carrarese finisce nella lista dei peggio di Antonio Pinelli, docente dell'arte moderna dell'Università di Firenze, adesso in pensione.
Secondo Pinelli sono “peggio” molti degli omaggi in occasione del 450° anno dalla morte di Michelangelo, «in primis la cosiddetta mostra didattica “A sculpir qui cose divine” di Giovanna Uzzani, Centro Arti Plastiche, Carrara, giustamente stroncata da Fabrizio Federici di Artribune».
La mostra di Michelangelo finisce quindi nel calderone dei “cattivi del 2014” secondo Pinelli insieme a Vittorio Sgarbi, al«mai nato e ancora fantomatico museo delle navi romani di Pisa», l'isola Skhiatos e Flavio Caroli, altro critico e storico d'arte.
Sono “meglio” invece, solo per far qualche esempio, “Le ultime opere di Rembrandt” a cura Betsy Wiesaman al National Gallery di Londra e “Paolo Veronese. L'illusione della realtà” al palazzo della Grand Guardia di Verona, per quanto riguarda le mostre e – nemmeno a dirlo – la Galleria degli Uffizi, per quanto riguarda i musei. La mostra del Cap – lo ricordiamo – è stata una trilogia. La mostra principale con i due calchi in gesso delle Pietà Rondanini e Bandini e una copia in resina e polvere di marmo della Pietà Vaticana, accompagnati da una scelta di disegni michelangioleschi di soggetto vario. Inoltre la mostra del fotografo Massimo Siragusa, i cui scatti immortalano i luoghi michegelangioleschi per eccellenza, come le cave; e l’altra di scultura contemporanea di Loris Cecchini. Federici di Artribune, citato anche da Pinelli, le aveva stroncate tutte e tre. Sul web, adesso, è un tam-tam di critiche rivolte all'assessore alla cultura, Giovanna Bernardini, la quale però si difende ribadendo al Tirreno, quanto già detto tempo fa: «Per me è una mostra più che dignitosa e il tempo lo dimostrerà. E ci sono anche critiche positive volte a dimostrarlo. Sulle critiche non c'è niente di nuovo. Il punto è che vengono amplificate solo quelle negative. Alcuni hanno criticato addirittura il fatto che siano stati messi in mostra dei gessi, quando in realtà ci sono precedenti illustri di mostre, appunto, di, gessi. Non ci fa paura la critica: - continua - prendiamo ad esempio la biennale del 2010: è uscito un articolo sul New York Times come alcuni hanno sottolineato sul web che la esaltava, mentre a livello locale si è parlato di flop. Io sono convinta che con il tempo il valore della mostra sarà apprezzato. Invito i critici a confrontarsi con la curatrice perché le polemiche si chiariscono su un fondamento critico della storia dell'arte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
