Sicurezza
«La verità sui conti di Cermec»
Il presidente Bosetti: «Non c’erano le condizioni per ridurre ancora la tariffa»
MASSA. «Il piano concordatario? Lo stiamo pienamente rispettando. Non solo: i risultati economici raggiunti hanno permesso di diminuire, fin dal 2013, la tariffa ai Comuni soci dai 174,35 euro a tonnellata, prevista dal piano, a 160 euro». L'amministratore unico di Cermec spa, Ugo Bosetti, non ci sta a chi dipinge l'azienda pubblica di trattamento dei rifiuti come "un pozzo senza fondo", una realtà "non produttiva, non efficiente".
«Tanto per capirci: a Pisa, senza problemi concordatari, viaggiano ormai su tariffe di oltre 180 €/t. Con i risultati ottenuti da Cermec, per parlare di numeri i due Comuni hanno ridotto i loro costi rispetto a quanto previsto dal Piano di 576.000 euro nel 2013 e 581.000 nel 2014 (Massa) e di 345.000 nel 2013 e 336.000 euro nel 2014 (Carrara). Se questa è "inefficienza"…».
Ma allora perché il Comune di Massa ha dovuto ricorrere alla variazione di bilancio e mettere come ulteriore debito quei 240.000 euro?
«Credo - spiega Bosetti - che per ragioni interne al Bilancio del Comune, al momento dell'approvazione del preventivo, Massa "sperasse" in un ulteriore riduzione: ma fin dal 2013, e di nuovo a metà del 2014, era stato detto chiaramente che non si sarebbe potuto diminuire ulteriormente la tariffa, visto che l'ordinanza della Regione (quella che assegna a Cermec flussi di rifiuti anche da altre province toscane) tardava ad arrivare: ma queste sono decisione politiche. Com'è politica la scelta ormai perdurante della Lunigiana di conferire ad altri impianti».
Nessuna possibilità quindi che i costi possano diminuire ancora?
«Se in futuro sarà compatibile con il piano concordatario fare ulteriori riduzioni alla tariffa, saremo i primi ad essere disponibili e contenti di far risparmiare i comuni, chiedendo - come d'obbligo - l'autorizzazione preventiva dei commissari giudiziali e del giudice delegato».
Insomma, Cermec è un'azienda modello?
«Ma ci mancherebbe altro! Ma non è sicuramente, come viene invece descritta, la ragione dei costi di gestione ritenuti elevati. Dal 2010 ad oggi, da che dura il mio mandato, amministratori e soci hanno portato avanti una politica di risanamento mai vista prima, sotto tutti i punti di vista. Economico ed etico, intendo. E oltre ai risultati - che è facile leggere anche nei nostri bilanci, che sono pubblici - ce lo conferma il fatto che anche una città come Genova ricorre al nostro impianto per scongiurare quella che altrimenti sarebbe una gravissima emergenza».
Quindi è Cermec che "fa un favore" alla Liguria…
«Diciamo che noi risolviamo a loro un problema ambientale e ne ricaviamo un duplice vantaggio: il primo, immediato, è quello economico, dell'incremento del fatturato. L'altro è che adesso appare abbastanza chiaro a tutti che il nostro impianto non è solo utile, ma indispensabile nel ciclo dei rifiuti».
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