La manifestazione
Falsa perizia, medico finisce a processo
Un intervento di appendicectomia è finito al centro di una causa civile, contestata la relazione del consulente di parte
MASSA. L’accusa è quella di falso in perizia (art. 373 del codice penale).
Sul banco degli imputati, nel processo che si è aperto ieri davanti al giudice Fabrizio Garofalo, il dottor Luciano Nocentini, ex primario di Chirurgia all’ospedale Versilia.
A fare da contorno a questa delicatissima vicenda, che dovrà essere chiarita in tribunale, un altro procedimento (civile e ad oggi in appello) in cui l’accusa è quella di “colpa medica”. E nel quale è finita sott’accusa l’intera equipe chirurgica dell’ospedale di Massa che nel 2003 operò per un’appendicectomia un paziente, allora di 46 anni.
Il nuovo processo, questa volta penale, contesta proprio la perizia del primario del Versilia, che come consulente tecnico nella causa civile, avrebbe fatto - secondo l’accusa , una valutazione che non atteneva la materia di competenza, ma si sarebbe concentrato su indagini tossicologiche legate ai trascorsi di tossicodipendente del paziente stesso.
In sostanza - ha dichiarato l’avvocato del quarantaseienne, Silvia Palmieri - il consulente si sarebbe concentrato più che sulla disamina dell’intervento, sul tipo di paziente. E questo, secondo l’avvocato Palmieri, non doveva essere oggetto della perizia.
La vicenda è complessa, e parte da lontano. Tutto prende le mossa da quanto avvenuto nel 2003 quando il quarantaseienne al centro della causa civile, e parte lesa nel procedimento pensale appena aperto in tribunale a Massa, si è presentato al Pronto soccorso in preda a forti dolori addominali. L’uomo venne sottoposto a intervento chirurgico senza, questa è la tesi sostenuta in sede civile, senza aver firmato il consenso informato. Ma non solo, a seguito dell’operazione l’uomo ebbe delle aderenze addominali, per le quali subì un secondo intervento, questa volta in una clinica di Modena. Ma entrambe le operazioni avrebbero lasciato degli strascichi tanto che l’uomo ha deciso, qualche anno fa, di intentare una causa risarcitoria nei confronti dell’equipe chirurgica che lo aveva operato (nel 2003). Il procedimento civile è ancora pendente in appello ma nel frattempo è stato incardinato anche un nuovo processo che riguarda sempre i fatti contestati in sede civile, ma per un aspetto ben preciso della vicenda. A finire nel mirino è infatti la perizia del consulente, quella che, in sostanza, avrebbe negato ogni responsabilità della equipe medica dell’ospedale di Massa.
Il processo è stato quindi rinviato per poter sentire, come testimoni, i medici della causa civile e i legali che, sempre in quella sede, hanno assistito il paziente. Il tutto per ricostruire la vicenda che adesso ha un nuovo step in tribunale, con un medico sotto accusa. Per un presunto falso in perizia.
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