Italia
Condannati i ladri di ghiaia del Magra
Progetto Rio Fornoli: assolto l’ex dirigente del Comune di Villafranca, prescritto il reato di frode per i costi gonfiati
VILLAFRANCA. Saccheggio del Magra, condannati i ladri di ghiaia. Il processo che ha preso le mosse dal maxi progetto per la messa in sicurezza idrogeologica di una sponda del fiume Magra (a Rio Fornoli in località La Piastra di Villafranca ) e il recupero dell'ex discarica di rifiuti solidi urbani che si trovava nell'area, si è concluso in primo grado a Massa con due condanne. Solo per il furto aggravato di 10mila metri cubi di ghiaia del Magra.
Il giudice Fabrizio Garofalo ha inflitto tre anni di reclusione e 600 euro di multa a Elvino Ricci l'amministratore unico della Ios spa, la ditta che si è occupata di tutti i lavori, 4 mesi di reclusione e 200 euro di multa per il direttore tecnico della stessa ditta. Giorgio Belloni (per entrambi pena sospesa).
Il giudice ha stabilito di non doversi procedere, per avvenuta prescrizione, in merito al reato di frode nei confronti di Elvino Ricci, Giorgio Belloni, Diego Tognini (direttore tecnico della Tognini srl) e dell'ex dirigente del comune di Villafranca Fabrizio Dorvandi.
Secondo l'ipotesi accusatoria i quattro, in concorso tra loro, avrebbero contabilizzato scavi per 29.868 metri cubi, mentre in realtà gli scavi effettivamente eseguiti risultano apri a 19.284 metri, il tutto per oltre 760mila euro, contabilizzati in più al Comune di Villafranca “rispetto - così recitava il capo d’imputazione - alle opere effettivamente realizzate. Il geometra Drovandi (assistito dall’avvocato Silvio Gabrielli), infine, è stato assolto, perché il fatto non sussiste, dal reato di falso in atto pubblico (per avere cioè firmato -secondo l'accusa - lavori di somma urgenza quando non se ne ravvisava la necessità. A Drovandi veniva contestato, sempre scorrendo il capo di imputazione, il fatto che, come pubblico ufficiale, avesse firmato un verbale per lavori di somma urgenza “per la messa in sicurezza e ripristino con recupero ambientale dell’ex discarica sul fiume Magra - sponda sinistra del Rio Fornoli - affermando che in tali luoghi nel mese di settembre del 2004 si era verificato un fenomeno di aggravamento del dissesto idrogeologico, con forte erosione e franamento dei rifiuti nell’alveo fluviale. Ed il loro trasporto a valle, con conseguente inquinamento ambientale mentre in realtà - si legge nel capo di imputazione - l’area suddetta non era stata interessata da tali fenomeni».
Il processo: condanne, assoluzioni e prescrizione. Sono stati condannati, quindi, solo i "ladri di sabbia" l’imprenditore e il direttore dei lavori della ditta Ios spa, per furto aggravato . Ossia per essersi impossessati - secondo il capo di imputazione - “di diecimila metri quadrati di sabbia e ghiaia sottraendola così al Demanio dello Stato che ivi la deteneva. Fatto aggravato trattandosi di cose esposte alla pubblica fede e destinate alla pubblica utilità».
Due condanne, per furto, nonostante il pm Rappelli avesse usato la mano pesante per tutte le persone coinvolte, a vario titolo, nel progetto Rio Fornoli. Le sue richieste, lo ricordiamo, erano state di 4 anni di reclusione per Fabrizio Drovandi, 4 anni, rispettivamente, e mille euro di multa ciascuno per Elvino Ricci e Giorgio Belloni, e, infine due anni di reclusione e 5mila euro di multa per Diego Tognini. Un totale di 14 anni.
I fatti risalgono agli anni 2005-2008.
La vicenda. I fatti finiti davanti al giudice, risalgono agli anni 2005-2008.Tutto parte da un progetto di bonifica di un’ex discarica di rifiuti solidi urbani sul fiume Magra, per la precisione nella sponda sinistra del Rio Fornoli, in località La Piastra. Progetto che finì nel mirino di indagini della Forestale, prima e della Procura, poi.
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