Lutto
Carrara, la madrina di guerra e il furiere: insieme da oltre settant’anni
La straordinaria storia di Antonio Arata e Lorella Lunatici Un amore sbocciato in guerra
CARRARA. Una lettera di due figlie e un genero dedicata alla madre e al padre delle due donne: genitori festeggiano (il 14 gennaio) i settanta anni di matrimonio. Si chiamano nozze di titanio. Una lettera che è come un abbraccio a tutte quelle che negli anni della seconda guerra mondiale si sono scritti un giovane furiere e una “madrina di guerra” che poi sono diventati i genitori di Vanna e Antonella. Lettere custodite gelosamente, mai fatte leggere a nessun altro. Questa è la straordinaria storia di Antonio Arata, 95 anni e Lorella Lunatici 94, sposati dal 14 gennaio 1945.
Scrivono le figlie Vanna e Antonella, assieme al marito di quest’ultima Massimo: «Isola La Maddalena, base navale della Regia Marina Italiana, 1942. Anno di guerra. Le giovani donne, da casa, scrivono lettere ai militari al fronte, per tenere alto il loro morale. Il Furiere Antonio Arata riceve una lettera inattesa. Lorella Lunatici, giovane Toscana, ha deciso di scrivergli perché il suo nome lo ha colpito, tra i tanti di quella lista. Antonio risponde. Le lettere col tempo aumentano, sembrano immuni ai danni della guerra.
Arrivano le prime fotografie, e con esse, le mille fantasie di due giovani che, scrutando quelle immagini in bianconero, cercano di interpretare visi e sorrisi, pensieri e lineamenti, fino ad indovinare l'uno il volto dell'altra. Finalmente la licenza, si incontrano a Siena, città aperta. Le lettere e le foto sono belle, la realtà dell'incontro a due è migliore. Inizia così una storia vera che dura ancor oggi. Antonio e Lorella si sposano nel 1945 con pochi averi ma tanta gioia e voglia di vivere.
Vivono, lavorano, costruiscono, sempre assieme. Arriva Vanna, poi Antonella, la vita aggiunge nipoti, parenti, amici. Sorrisi di infanti si associano a sguardi maturi, nuove voci riempiono l'aria. Oggi siamo in tanti a ringraziare Antonio e Lorella per aver saputo attraversare il tempo, mano nella mano, sereni, pacati e sorridenti, fino a creare la festa di oggi: i loro 70 anni di matrimonio. Grazie per esserci da tutti coloro che vi vogliono bene».
Questo l’augurio pieno di affetto che oggi i due sposi ultranovantenni, che vivono a Massa, possono leggere sulle pagine del Tirreno: «Abbiamo voluto fare loro questa sorpresa», dice Antonella. E così, nel rispetto della sorpresa, è da lei che ci facciamo raccontare altro, di questa storia di amore che, nata negli anni bui del conflitto mondiale, ha sconfitto i bombardamenti. Anche la foto in bianconero del giorno del matrimonio, ha resistito al tempo, come Antonio e Lorella.
Le ragazze che decidevano di scrivere ai soldati, senza neanche conoscerli, le chiamavano “le madrine di guerra”. Lorella è stata una di queste. Lei era nativa di Castelfiorentino e Antonio di La Spezia. Ma si sono conosciuti - il primo incontro - a Siena dove si sono anche sposati. Hanno poi vissuto a Viareggio e da oltre 40 anni stanno a Massa.
Lorella fra tanti nomi di soldati a cui poteva scrivere per tirare su il morale, preferì d’istinto quell’“Antonio Arata”. «Per tutta la vita a noi figlie ci hanno raccontato la loro storia, il loro incontro» dice Antonella. «Lui, alla Maddalena come furiere, non sapeva più nulla della sua famiglia. Mia madre cominciò a scrivergli. E si scambiarono lettere ogni giorno. La posta arrivava. Tutte quelle lettere non ce le hanno mai fatte leggere. Quando scoppiò la guerra lui aveva 21 anni e mia madre 20».
Un giorno a Lorella arriva una lettera di Antonio, con una foto dove c’erano tre marinai. Lei intuisce subito quale dei tre possa essere Antonio. «Come è bello – dice alle amiche – speriamo che sia proprio lui». La giovane gli spedisce una foto scattata assieme ad altre ragazze, e anche lui non si sbaglia. Il destino aveva già scritto tutto. Il primo incontro a Siena, durante una licenza. E, sì: la realtà fu meglio dell’immaginazione. Lui tornò alla Maddalena e continuarono a scriversi. Finché la guerra finì. Il giorno che si sposarono, in chiesa a Siena, 70 anni fa, festeggiarono con parenti e amici bevendo la prima cioccolata, di quelle portate dagli Americani; e poi fecero un giretto in auto per la città. Un matrimonio felice, arrivarono le figlie. Il lavoro c’era.
Da quando si trasferì a Massa con la famiglia, Arata lavorò alla Liquigas. Divenne direttore della filiale, fino alla pensione. Oggi Antonio e Lorella saranno festeggiati da tutti i familiari. Oggi che i tempi sono cambiati, continuano a guardare al futuro, come hanno insegnato a fare ai loro figli. Oggi che la corrispondenza a volte arriva in ritardo o non arriva, e che la società vive con meno fiducia nel prossimo, questi due ultra novantenni possono raccontare di quando le loro lettere arrivavano puntualmente in piena guerra, e di quando a Siena nel palazzo dove abitavano nella contrada dell’Istrice, tutti lasciavano le chiavi sulle porte delle case. «Ma i nostri genitori non sono dei nostalgici – spiega Antonella – vivono nel presente e guardano avanti». Da quasi un secolo. Insieme.
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