Il dolore
Il sindaco Grassi: obbligati a trasferire la sede comunale
FIVIZZANO. Soddisfazione da parte dei numerosi sindaci dei Comuni montani a seguito dell'incontro avvenuto ieri mattina a Roma presso la Camera, alla presenza dei rappresentanti del Governo. Gradita...
FIVIZZANO. Soddisfazione da parte dei numerosi sindaci dei Comuni montani a seguito dell'incontro avvenuto ieri mattina a Roma presso la Camera, alla presenza dei rappresentanti del Governo. Gradita è stata soprattutto la dichiarazione del vice ministro alle politiche agricole, Andrea Olivero che ha dichiarato che non può essere l'altezza a determinare Imu agricola e che il Governo è intenzionato a modificare il decreto ministeriale.
Tra i più battaglieri come era nelle aspettative il sindaco Paolo Grassi che nel suo appassionato discorso ha detto tra l'altro «180 km quadrati 94 frazioni 44 cimiteri dall'Appennino tosco-emiliano alle Alpi Apuane, secondo voi questo non è un territorio montano anche se la sua sede è a 326 metri sul livello del mare?». Quindi ha ripercorso quanto ha fatto a seguito dell'uscita sulla Gazzetta Ufficiale, il 6 dicembre scorso, delle modalità della nuova tassa Imu per i terreni agricoli «ho inviato una lettere al presidente del Consiglio il 9 dicembre obiettando quanto prospettato. E poteva sembrare una provocazione quella di spostare la sede comunale per evitare la nuova tassazione ma si è tramutata in realtà considerato che il 29 dicembre scorso ho convocato il consiglio comunale a Sassalbo, una delle tante frazioni sopra i 600 metri, dove tra l'altro è presente la sede del parco nazionale dell'Appennino tosco- emiliano e il Comune è proprietario di un immobile, qui il consiglio comunale ha approvato con un il solo voto contrario della Lega Nord il documento politico dove si chiede al sindaco di mettere in atto tutte le procedure per trasferire la sede legale a Sassalbo».
Grassi ha poi riferito che il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Anci Liguria, Abruzzo, Umbria e Veneto contro il decreto interministeriale del 28 novembre uscito in gazzetta il 6 dicembre, sostenendo che «il Tar ha ritenuto che vi sia assoluta incertezza nei criteri applicativi con particolare riguardo a quello dell'altitudine. il Tar ha inoltre aggiunto che trattandosi di misura compensativa questa interviene quando i bilanci e gli impegni finanziari da parte dei Comuni sono stati assunti con effetti gravi sul pareggio di bilancio».
La camera di consiglio per l'eventuale pronunciamento è stata fissata per il 21 gennaio. Durante l'incontro si è parlato anche delle politiche della Montagna, dei problemi idrogeologici e dell'abbandono dei territori montani. (m.l.)
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