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False griffe, processi lunghi e complicati
MASSA. Giocattoli, scarpe, capi di abbigliamento: merce contraffatta sequestrata in diversi anni di operazioni congiunte da carabinieri, polizia e guardia di finanza a Marina di Massa agli ambulanti...
MASSA. Giocattoli, scarpe, capi di abbigliamento: merce contraffatta sequestrata in diversi anni di operazioni congiunte da carabinieri, polizia e guardia di finanza a Marina di Massa agli ambulanti che vendono gli articoli tra il pontile e il lungomare. Tre procedimenti che vedono alla sbarra cittadini extracomunitari, che nel frattempo hanno fatto perdere le loro tracce, e che si trascinano ormai da mesi e mesi senza vedere la fine. Ieri mattina sono sfilati, nella veste di testimoni, i periti delle aziende che hanno subito il danno della falsa griffe. I falsari producevano cloni di qualsiasi cosa, anche del trenino Thomas e del pupazzo di Ben Ten che un paio di estati fa faceva impazzire i ragazzini.
Il perito in questo caso ha ravvisato degli errori grossolani compiuti da chi voleva realizzare le false griffe: «Il viso di Ben Ten non era quello originale e il locomotore aveva le ruote di un colore differente del modellino che veniva venduto nei negozi». Particolari impossibili da non notare per un tecnico, più complicato per un cliente.
Uno dei processi è stato rinviato per chiedere un parere a un perito della Dior che dovrà arrivare a Massa da Parigi, una lungaggine per qualcuno ma la sua perizia sarà utile per poter accertare il grado di bravura - e quindi di potenziale raggiro - che avevano raggiunto i falsari. Tra i testimoni è stato sentito anche il maggiore dei carabinieri Stefano Nencioni. L’ufficiale ha raccontato i dettagli di un’operazione che aveva portato a un maxi sequestro di false griffe davanti alla sede dello yacht club di Marina.
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