Sicurezza
Droga a Villa Ceci gli arrestati per ora non parlano col gip
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere cinque dei sedici arrestati con l'accusa di spaccio di stupefacenti
CARRARA. Interrogati sei degli arrestati dell’operazione antidroga Scout del nucleo investigativo dei carabinieri. Nemmeno una parola, nessuna dichiarazione emerge ndai primi interrogatori. Il gip Antonia Aracri ieri mattina si è recata nel carcere di via Pellegrini e ha chiesto a Samuele Maggiani, Zied Talbi, Moez Talbi, Blel Talbi e Soufiane Talbi se volevano rispondere alle sue domande, ma soltanto uno da fatto parziali ammissioni mentre gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
A Pisa è stata sentita anche la delle donne finita in cella: Alessandra Menicocci, compagna di Maggiani.
Non sono ancora stati interrogati, invece, gli indagati colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari: Andrea Galliera, Jessica Ginesi, Paolo Tongiani, Nicola Baratta, Andrea Grossi, Gabriele Rubini, Anouer Talbi, Naofil Talbi. Il gip Aracri ha cercato di avere conferme, senza riuscirci visto che non hanno risposto, soprattutto sul ruolo di Maggiani e Menicocci, conviventi. Spacciavano in casa, nonostante lui fosse ai domiciliari.
Era Maggiani che si coordinava con i Talbi per organizzare gli appuntamenti di compravendita di stupefacente. Da lui però nessun contributo, anche perché la difesa si è presa i termini per studiare le carte.
L’indagine dei carabiniere ha consentito di disarticolare un’importante attività di spaccio di eroina che vedeva protagonista un gruppo criminale i cui componenti, perlopiù di origine magrebina, erano soliti comportarsi da veri e propri “pendolari dello spaccio”, portandosi quotidianamente dal pisano a bordo di mezzi pubblici e privati in località Villa Ceci di Carrara, dove cedevano a terzi lo stupefacente di volta in volta trasportato.
Le manette sono scattate nonostante le difficili condizioni in cui i militari si sono trovati a operare, dovute al fatto che Villa Ceci, notoriamente luogo di attività illecite e ricettacolo di malviventi, per la morfologia del territorio, caratterizzato da campi agricoli e ampie distese, non permette una facile attività di osservazione, controllo e pedinamento dei soggetti attenzionati da parte delle forze di polizia, con il rischio incombente di essere localizzati dagli spacciatori, disposti su quel territorio in posizioni strategiche, sempre pronti a dileguarsi e ad occultare lo stupefacente nei terreni circostanti.
L’indagine, denominata “Scout”, è partita nel giugno del 2013 ed è stata effettuata non solo con i più tradizionali servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ma anche con l’utilizzo di ausili tecnici tra cui riprese fotovideo, con l’acquisizione di informazioni testimoniali e con il sequestro di sostanza stupefacente.
Danilo D’Anna
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