Il dolore
Donna violentata in Sicilia, intervengono anche i Ris
Maglietta e pantaloni che la ragazza indossava quella sera verranno analizzati Intanto prosegue la ricerca di riscontri a Scicli: e ci sono altre conferme
MASSA. Sono stati sequestrati gli abiti della donna massese di trentuno anni che nei giorni scorsi ha denunciato ai carabinieri di essere stata violentata a Scicli, in provincia di Ragusa, da due uomini che aveva incontrato in un discopub. Una maglietta e un paio di pantaloni che saranno analizzati dai Ris di Parma per scoprire se ci sono tracce del Dna di persone estranee alla vita della giovane. La traccia che potrebbe accelerare i tempi di un’indagine che fatica a decollare, se si eccettua la conferma - importante - di un testimone che ha trovato la vittima degli abusi in un lago di sangue nella camera del bed&breakfast dove alloggiava la donna nella sua breve vacanza nel ragusano. L’uomo è ritenuto affidabile dagli inquirenti perché è il fidanzato di un’amica della trentunenne. E si trovava in Sicilia perché lavora a Catania. È stato lui a consigliare alla donna di rientrare a Massa e di sporgere denuncia lontano da Scicli. Ai militari ha spiegato anche il perché: «Non potevo supportarla perché dovevo tornare in ufficio, da sola in un posto sconosciuto per lei sarebbe stato più difficile di quanto è stato a Massa».
Intanto il comando provinciale dell’Arma di Ragusa è sempre alla ricerca dei due uomini che avrebbero - secondo la donna - compiuto la violenza. Nessun aiuto è stato fornito da chi era nel locale la sera del 26 dicembre e nemmeno le telecamere disseminate nei pressi del discopub hanno fornito indicazioni degne di nota. Ma altri video devono essere ancora visionati. Insomma, non sono escluse sorprese.
Anche se l’attesa più importante riguarda l’esito degli esami tossicologici effettuati all’ospedale di Massa, dopo che la trentunenne ha detto di non ricordare nulla di quello che è accaduto. Il sospetto dei carabinieri è che qualcuno possa averle somministrato dei farmaci o delle droghe per poter approfittare della situazione. Ma a Scicli episodi del genere non sono mai successi, sarebbe una prima volta davvero strana. Nella cittadina ragusana comunque l’episodio ha creato allarme sociale e per questo gli inquirenti hanno fretta di arrivare a un punto, per confermare o smentire la notizia della turista abusata.
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