Il Tirreno

Casellotto, sottopasso pronto a maggio

Casellotto, sottopasso pronto a maggio

Riparte il cantiere lumaca, l’amministrazione garantisce: «Bastano pochi interventi». Ma la strada è attesa dal 2009

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MASSA. I lavori sono partiti nel 2009. Non sono ancora terminati. Solo nell'ultimo anno, il sotopassaggio doveva essere pronto a giugno, poi a dicembre e poi, stando all'ultima convenzione, i primi di gennaio. Ma adesso il cantiere lumaca del sottopasso del Casellotto, simbolo sul territorio dei lavori pubblici all'italiana fatti di ritardi, sviste e complicazioni, sembra essere veramente in fase di conclusione. Dopo quasi sei anni.

Motori accesi e operai al lavoro, il sottopassaggio sarà pronto - questa l’ultima promessa dell’amministrazione comunale – entro il 31 marzo. Considerando quindi il collaudo, la strada verrà percorsa per la prima volta il primo maggio. I lavori infatti procedono adesso spediti su due fronti: quelli in mano al Comune, degli allacci fognari e della stradina che costeggerà la rampa del sottopasso e quelli in mano invece a Ferrovie dello Stato (oggi Rfi), la quale deve solo concludere il muro e parte del marciapiede. Dopodiché basterà una colata di asfalto (lo farà la ditta incaricata dal Comune) e il sottopasso sarà pronto. Le strutture principali, i sottoservizi, l’installazione delle pompe idrauliche per evitare allagamenti e la rotatoria di uscita sull’Aurelia sono infatti pronti da anni.

A rallentare i lavori è stato (nell'ultima fase) l'inquinamento del terreno. I risultati dei campionamenti Arpat per l'eternit sono arrivati, mancano adesso quelle delle terre chiare. In questa storia di ordinaria follia, quindi, non è detto che non possano saltare fuori altre sorprese. Ma il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Ulian Berti, fa sapere che «il Comune ha proceduto facendo, per conto proprio, analisi in un laboratorio privato. Sappiamo – commenta - che il terreno non è più inquinato e che quindi non avremo altre brutte sorprese quando arriveranno i risultati Arpat». In questo il modo, una volta che Rfi avrà concluso i lavori, il Comune potrà iniziare ad asfaltare la rampa fino alla matrice potenzialmente inquinata (è potenzialmente inquinata fino a quando non arriveranno i risultati Arpat). «Ce lo permette lo Sblocca Italia – spiega il vicesindaco – In questo modo diamo una accelerata e quando arriveranno i risultati Arpat avremo praticamente già concluso i lavori». Nuova viabilità quindi a partire dai prossimi mesi. «E' strategica non solo per gli abitanti di Alteta – chiarisce Berti – ma anche per chi viene dalla Strada dei Marmi e deve andare nella zona industriale». Via Celia, ossia la strada che dall'Aurelia, scendendo verso il sottopasso, rimane sulla destra, diventerà a senso unico.

Giancarlo Casotti, consigliere comunale del Psi e portavoce del comitato Mò Basta di Alteta tira un sospiro di sollievo e commenta: «il rammarico è che ci sono voluti sei anni per costruire un sottopasso. Ricordo inoltre che alcuni lavori di ristrutturazione previsti ai privati non sono ancora stati fatti. Dal sindaco e dall'assessore ci aspettiamo quindi un intervento risolutivo».

La storia del sottopasso inizia addirittura nel 1998 quando le Ferrovie, , stipulano con il Comune una convenzione per l’eliminazione dei passaggi a livello del Bagaglione e del Casellotto. I lavori al Bagaglione partono (e finiscono), quelli di Casellotto no. Nel luglio 2008, la giunta approva un nuovo schema di convenzione che prevede che il Comune faccia gli espropri e realizzi la viabilità di collegamento. I lavori partono nel 2009. Si interrompono e solo ora riprendono.

Melania Carnevali

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