Il dolore
Cambio fondo, ma resisto
Francesca Angeloni, titolare di una delle ultime mercerie
CARRARA. Resistere. Francesca Angeloni non molla. Cambia locale e strada, ma non cede.
È da quindici anni che vende fili, bottoni, merletti e corredini per neonati nel suo negozio di via VII luglio. Dal 14 febbraio la troveremo davanti a Palazzo civico, al posto dell’edicola-cartoleria che chiuse qualche mese fa.
«La situazione è disperata – non si nasconde dietro ad un dito– ma le mie radici sono qui. Io adoro Carrara e spero che si possa fare qualcosa».
In tema di disfatta per il commercio, Francesca divide le colpe a metà: «Un po’ è colpa nostra, di noi commercianti – dice – e un po’ è colpa dell’Amministrazione. Diciamo che per decoro, parcheggi, iniziative.. il grosso dovrebbe venire dall’Amministrazione».
Quello di Francesca Angeloni è uno degli ultimi negozi di merceria. E pensare che Carrara era la città delle mercerie. Negli anni Ottanta c’erano le storiche “La Iva e la Giovanna” in via Santa Maria; ma come non ricordare il negozio Italia in piazza Alberica e Braccini, e poi anni dopo la Cruna dell’ago. Adesso in centro le mercerie sono due. «Riesco ad andare avanti – dice – anche perché ho poca concorrenza. E poi perché ho trovato un proprietario di fondi intelligente.. che mi ha fatto un contratto d’affitto del locale in linea con il mercato di Carrara».
In altre parole, scopriamo che Francesca si trasferirà in un fondo più grande, obiettivamente più bello e in una posizione di pregio (di fronte al Comune) e pagherà un mensile inferiore a quanto attualmente paga in via VII luglio.
Ha colto dunque l’occasione al volo. E ha trovato un proprietario immobiliare che andasse incontro a quelle che erano le sue esigenze. Piccola curiosità: il proprietario del fondo non è carrarese. È genovese. L’auspicio è che il suo esempio non rimanga un caso isolato,
(g.m.)
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