Gioco
Caccia in bike agli orrori in riva al fiume
Andrea Fiaschi e Luca Ghirlanda (Comitato volontari del Magra) emulano il celebre “100% Brumotti”
BOCCA DI MAGRA. In mountain bike, emulando lo spericolato inviato di “Striscia la Notizia”, ossia “100% Brumotti” a caccia non di tesori nascosti, ma di discariche abusive a cielo aperto o comunque visibili tra la vegetazione che ricopre le sponde del fiume Magra.
Un viaggio nel degrado e nell’incuria umana che assedia il corso del “grande fiume” i cui 70 chilometri di lunghezza bagnano i territori di 14 Comuni, 9 dei quali in Toscana e i restanti in Liguria.
A compierlo, alcuni componenti del comitato “I volontari del Magra” il cui presidente è Luca Ghirlanda.
«Abbiamo pensato di tornare a visionare come comitato lo stato del Parco Montemarcello Magra - dice Ghirlanda, carrarese di nascita, amegliese di adozione - a un anno dalla nostra ultima perlustrazione, sperando di cogliere qualche miglioramento. Purtroppo dobbiamo ammettere che i risultati sono stati molto deludenti per non dire sorprendenti, però in senso negativo. Abbiamo scoperto di nuovo tantissime auto abbandonate, addirittura una ancora munita di targa, oltre a scooter, rifiuti tossici come fusti di vernice ancora pieni e copertoni e gomme, per non parlare di elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici. Il nostro “viaggio dell’orrore” lungo la sponda destra del Magra, da Santo Stefano sino alla foce, ha attraversato 5 Comuni, tutti appartenenti al Parco di Montemarcello ed è stato documentato con centinaia di foto che metteremo a disposizione di tutti nel profilo Facebook del nostro comitato».
«In alcuni tratti - continua il “Brumotti nostrano” Andrea Fiaschi del comitato - addirittura abbiamo documentato un intervento con ruspe e mezzi che hanno accatastato i rifiuti lungo le strade sterrate senza rimuovere il materiale. In queste cataste ci sono anche residui di amianto ondulato. Si vede chiaramente dalle foto che queste cataste sono lì da parecchio tempo e non sono frutto di lavori in corso».
«Crediamo a questo punto che ci sia da chiedersi - prosegue Ghirlanda - se valga veramente la pena mantenere una struttura che di fatto per mancanza di fondi e mezzi non ha la possibilità di operare correttamente nel rispetto del regolamento. Nei regolamenti e nelle competenze del parco è ben chiaro che in tale struttura c’è la responsabilità di tutela dell’ambiente e sono anche ben evidenziate tutte le sanzioni previste che i guardiaparco possono emettere nei confronti dei trasgressori. Comprendiamo bene le parole del presidente del Parco, Francesco Pisani, che sottolinea una reale mancanza di risorse e fondi che certamente non dipende dalla struttura in sè, ma allo stesso tempo ci chiediamo se un Ente del genere, in un quadro generale italiano di grossa crisi economica, abbia senso. Sulla carta tale Ente è a nostro avviso una cosa utile, ma se in pratica diventa una struttura costosa e poco efficace, forse nel quadro nazionale di snellimento delle istituzioni, varrebbe la pena riflettere sulla possibilità di trasferire a ogni singola amministrazione comunale le funzioni di questo Ente».
Fabrizio Palagi
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