Il dolore
Se il gestore è incapace l’albergo chiude
Lotto e i dati Isr sui fallimenti nel settore: «Se mi avessero contattato, avrei spiegato io le cause»
MASSA. Parliamo di alberghi. «L’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio pubblica il suo ultimo dossier sulle strutture ricettive della provincia di Massa Carrara ma non chiede aiuto alle associazioni di categoria», che si sono sentite tagliate fuori. È il primo commento di Claudio Lotto, presidente di Confimpresa Massa Carrara e Versilia.
«Abbiamo appreso dai giornali della ricerca –dice – Faccio l’albergatore da 15 anni, ritengo di avere titolo per commentare quei dati. Sarebbe stato opportuno che il presidente dell’Isr Vincenzo Tongiani ci avesse mandato un messaggio per una richiesta di collaborazione: per dare al territorio, con l'aiuto degli albergatori, maggiori strumenti per ripartire e superare una crisi che si trascina da oltre venti anni».
Perentorio Lotto: «Di quelle cinquanta strutture che hanno chiuso dal 2002 ad oggi (anche e soprattutto di questo parlava l’indagine dell’Isr, ndr) oltre l'80% era rappresentato da strutture date in gestione e non dirette dai proprietari, che negli anni hanno preferito orientare le loro scelte altrove: cambi di destinazione d'uso, edilizia residenziale».
«Poi ci sono i bed&breakfast – continua Lotto – responsabili secondo l’Isr della perdita dei posti letto negli hotel e della chiusura dei cinquanta alberghi locali. Ricordiamo, però, che i B&B in Toscana sono equiparati agli affitta-camere e hanno tutt'altra gestione economica rispetto all'albergo tradizionale. Forse per aiutarci bisognerebbe anche cambiare le regole del gioco».
«Tutto questo- continua Lotto- è accaduto perché il territorio non è riuscito a darsi un modello di sviluppo. Da noi la stagionalità è ormai ridotta a poco meno di cinquanta giorni, e non permette né investimenti certi, né prospettive a medio e lungo termine».
Lotto commenta poi la ricerca dell’Isr, in particolare la perdita di circa un terzo delle presenze turistiche dal 2000 ad oggi, di cui il 50% stranieri: «In questi anni il mondo del turismo è totalmente cambiato – dice Lotto – sia in termini di promozione, sia di qualità di prodotto offerto e rapporto qualità prezzo; a Massa però manca uno strumento urbanistico capace di far fronte alle necessità delle strutture ricettive esistenti; il famoso piano di recupero è fermo da luglio 2008 e gli operatori che avrebbero voluto adeguarsi, considerato che in quegli anni vi erano ancora possibilità oggettive d'intervento e prospettive di crescita, non lo hanno potuto fare; sono prevalsi intralci burocratici e normative farraginose che hanno di fatto scoraggiato chi aveva intenzione d' investire nella sua struttura». «Queste le motivazioni che hanno portato alla crisi del nostro turismo – conclude Lotto – situazioni che noi albergatori evidenziamo da anni e che sembrano rimbalzare su un muro di gomma impermeabile a tutti».
Manuela D’Angelo
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