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Degrado

Rovi e topi al Pomario Ducale di Massa

Rovi e topi al Pomario Ducale di Massa

L’ingegner Carlo Milani: cosa fa il Comune? L’area dopo due anni è ancora in pieno degrado

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MASSA. «Ma cosa ha intenzione di fare il comune con il Pomario Ducale?» Lo chiede all’amministrazione Volpi l’ingegner Carlo Milani.«In qualità di cittadino massese, e null'altro, chiedo al sindaco quali intenzioni abbia in relazione al recupero del Pomario Ducale, storico ex giardino di agrumi , che circa due anni fa, è stato in gran parte acquisito al patrimonio pubblico comunale».

«Ciò è avvenuto in seguito ad una perequazione urbanistica legata al Piuss che in cambio ha consentito ai proprietari del Pomario la costruzione di un palazzo in via Croce- prosegue - A tutt'oggi, dopo un inizio di ripulitura, l'area comunale è tornata ad essere, più di prima, un enorme ammasso di rovi asilo a colonie di ratti. Quando la proprietà era privata, i rovi erano alti tre metri; ora che la proprietà è pubblica, sono alti cinque metri. Da allora non è stato presentato per il recupero del giardino neppure un minimale progetto preliminare, neppure una minimale idea, neppure un minimo dibattito».

«Non è solo una questione estetica o di salute pubblica, ma anche economica, in quanto nel frattempo il patrimonio arboreo del giardino va in malora soffocato dai rovi, e di pubblica incolumità, in quanto in via Giampaoli manca la recinzione e qualcuno potrebbe finire nei rovi sottostanti - prosegue Milani -Non vorrei, in poche parole, che finisse come per altre strutture acquisite dal pubblico e poi andate in rovina o inutilizzate ( la Concia, la cartiera di Canevara, il mulino di Canevara, il mulino Battelli lungo la strada di Casette ) , magari poi rivendute ai privati a metà prezzo o ancor meno».

«Nel frattempo con una scelta urbanisticamente devastante proprio davanti alla scuola media Bertagnini si sta completando grazie ad un'altra perequazione Piuss che noi abbiamo sempre denunciato come abnorme, la costruzione di un palazzo di quattro piani. È anche il caso di ricordare che l'arco monumentale noto ai massesi come quello di Pasquino e Pasquina, che in un primo tempo doveva entrare nella perequazione e diventare pubblico, è rimasto di proprietà privata ed è sottoposto ai rischi del traffico pesante che passa ad un metro di distanza. Torniamo pertanto a chiedere al Sindaco che le risorse finanziarie che i privati dovevano mettere a disposizione in cambio dell'edificazione davanti alla Bertagnini, quantificate a suo tempo dagli Uffici Comunali in 889.208,50 euro , non vengano buttate via in opere inutili ma siano utilizzate per recuperare il Pomario Ducale».

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