Sicurezza
Emergenza abitativa, pozzo senza fondo
L’assessore al sociale: nel 2014 stanziati 200.000 euro fra conto affitto e aiuti a chi ha ritrovato casa dopo lo sfratto
CARRARA. Emergenza abitativa al galoppo: e dentro c’è l’emergenza sfratti. «I provvedimenti di sfratto convalidati a Massa Carrara – dice il segretario del Sunia provinciale, Attilio Puntelli – sono ogni anno sui 250-300. Ne vengono eseguiti una ottantina mediamente, le aree più disastrate per questo problema sono le città di Massa e Carrara, forse la situzione è peggio a Carrara. E i casi riguardano quasi tutti sfratti per morosità». MOrosità incolpevoli. La gente perde il lavoro ed ha difficoltà economiche; rispetto al passato sembrano essere calati i “furbi” che non pagano l’affitto. Ma esplode invece il problema sociale. «In Lunigiana, a parte forse Aulla, non c’è una grande tensione abitativa»m dice Puntelli.
A Carrara l’assessore alle politiche sociali. Giuseppina Andrezzoli, riceve in continuazione nel suo ufficio in Comune persone che chiedono aiuto per pagare l’affitto e per evitare lo sfratto. «Morosità incolpevoli, causate dalla crisi economica. Per il 2014 abbiamo stanziato quasi 100.000 euro per il contributo in conto affitto.Aumentandolo del 20% perché nel 2013 era stato di 75.000 euro. La Regione nel 2014 aveva stanziato per Carrara 328.000 euro. «Nel 2013 sono arrivate 582 domande domande; nel 2014 sono state 619. Gli ammessi sono stati rispettivamente 495 e 525». Quindi un bisogno crescente. «Altri centomila euro li avevamo messi a bilancio 2014,nel Fondo per l’emergenza abitativa, che comprende le spese per gli alberghi, per aiutare chi (parliamo sempre di casi sociali) avendo avuto lo sfratto ha dovuto trovarsi una nuova casae così il COmune lo ha atiutato per i primi tempi erogando fino a 1.050 euro a fondo perduto, per le prime spese come gli allacci per le utenze. Penso che manterremo tale fondo anche per il 2015».
C’era anche un’altra possibilità per arginare l’ondata di sfratti: l’ultimo bando anti sfratto della Regione (circa 190 mila euro per tutta la provincia), è scaduto lo scorso 5 dicembre. «Mi risulta che sono stati presentate dodici domande a Carrara, non so se tutte siano andate a buon fine – spiega Andreazzoli – ma sette dovrebbero essere state accolte». Il bando dava due possibilità, nello spirito della legge tesa ad offrire possibilità di uscita dalla morosità incolpevole, cioè non dettata da furbizia ma da effettive difficoltà a pagare il canone di affitto. Se il proprietario dell’alloggio era d’accordo, congelava lo sfratto (lo spirito della legge riguardava la morosità incolpevole, e manteneva quindi il contratto di affitto, per un anno, e otteneva fino a settemila euro». Per sanare le morosità degli inquilini. Ma molti proprietari hanno detto “no”a questa operazione. Nella seconda opzione pevista dal bando, se l’inquilino sfrattato trovava un’altra casa, poteva (con un precontratto in mano) avere fino a 2.500 uero per pagare le prime nuove mensilità dell’affitto».
«Credo che l’emergenza sfratti ci imponga – dichiara l’assessore Andrezzoli – di inserire a bilancio anche per il 2015 una buona cifra. Abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo, per cui la somma da stanziare sarà sottoposta all’approvazione della commissine bilancio e del consiglio comunale. Insomma, per l’emergenza abitativa, fra i circa duecentomila euro messi dal Comune e gli altri dalla Regione, Carrara ha avuto circa cinquecentomila euro. E per questo2015 il problema è tutto aperto». Non basta cioè l’esistenza di “case volano”, cioè stanze reperite dal Comune per dare un tetto per poco tempo a chi ne ha bisogno.
Ha un bel da fare anche l’Erp, l’ente per l’edilizia residenziale pubblica. In questo settore galoppano le morosità, ma all’Erp ci dicono il trend si è stabilizzato negli ultim anni. E che le procedure di sfratto scattano proprio come estremi rimedi (e dopo il passaggio attraverso l’istituto della mediazione).
La priorità per l’ente è cercare di recuperare gli importi degli affitti non riscossi, puntando su piani di rientro che vengono poi verificati nel tempo. Spesso funzionano. Nel caso che l’inquilino non rispetti il piano, può sempre essere riattivata la procedura legale. L’Erp peraltro, ha avuto anche un ruolo anche nel sistema del bando sfratti della Regione, che riguarda solo l’ambito privato e non l’edilizia residenziale pubblica. L’ente ha avuto l’incarico di erogare i contributi regionali dopo avere ricevuto dai Comuni (che istruivano le pratiche) l’ok a procedere. Il bando in questione c’è stato nel 2012, 2013, e 2014.
Il segretario del Sunia, Attilio Puntelli, solleva un altro aspetto dell’emergenza abitativa: quello degli occupanti senza titolo di alloggi Erp, da molti anni, e con regolare residenza. «Molti sono casi sociali. Prima di arrivare a sfratti o ad elevati accumuli di morosità, occorre fare prevenzione e intervenire in tempi veloci».
Cinzia Carpita
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