Lutto
Quel carico di hashish sul Tir intercettato grazie a un drone
MASSA. Il nucleo investigativo dei carabinieri la scorsa estate è stato protagonista di un’altra brillante operazione antidroga. Grazie all’utilizzo di un drone i militari di Giuseppe Saccomanno...
MASSA. Il nucleo investigativo dei carabinieri la scorsa estate è stato protagonista di un’altra brillante operazione antidroga. Grazie all’utilizzo di un drone i militari di Giuseppe Saccomanno avevano seguito i movimenti di un Tir proveniente dalla Spagna con il carico di hashish. L’apparecchio era entrato in funzione a Ventimiglia e aveva pedinato l’autoarticolato per tutta l’autostrada dei Fiori. La telecamera dopo aver individuato la targa iberica non aveva più mollato l’obiettivo, fornendo indicazioni preziose ai militari che stavano a debita distanza per non essere individuati dai camionisti che trasportavano lo stupefacente.
In tutto quella volta erano stati sequestrati 456 chilogrammi di hashish. Valore, sul mercato, di circa tre milioni di euro. Un’operazione che aveva intercettato un traffico importante tra il Marocco e il sud Italia quella degli uomini del capitano Saccomanno. I militari sapevano che il Tir sarebbe partito dalla Spagna un sabato notte e che avrebbe raggiunto la destinazione entro la domenica pomeriggio. L’autoarticolato era stato fermato all’altezza di Anagni, quando i carabinieri sono stati sicuri che la situazione era sotto controllo. I militari del frusinate avevano eseguito gli ordini dei massesi alla perfezione: avevano mostrato la paletta all’uomo che era al volante del bestione d’acciaio e lo avevano fatto fermare. Gli avevano chiesto i documenti, estendendo la richiesta anche all’amico che sedeva accanto a lui nell’abitacolo. Entrambi erano di nazionalità romena ed entrambi avevano 45 anni. La coppia non aveva battuto ciglio, mostrando perfino le bolle di uno scarico di ortaggi. Poi però avevano capito che non si trattava di un controllo casuale.
I romeni avevano assistito alla scoperta dello stupefacente ormai rassegnati. Erano scattate le manette e il trasferimento nel carcere di Frosinone, dove gli arrestati erano stati interrogati nel giro di 48 ore per la convalida del fermo. Non si trattava del primo viaggio del genere, di questo gli inquirenti ne sono certi. Il fascicolo è passato alla procura di Frosinone che ha il compito di scoprire modi e tempi delle consegne. E soprattutto il destinatario.
L’indagine ha fatto dei passi avanti, ma per ora si stanno cercando di trovare i contatti con la Spagna, da dove quel carico era partito. Mentre la certezza è che l’hashish sequestrato era destinato al mercato del sud Italia. I due arrestati invece non hanno collaborato finora con gli inquirenti, dicono di non sapere che l’intelaiatura del Tir fosse imbottita di stupefacente.
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