Il Tirreno

Imprenditore e medico a processo, ma il reato è estinto

L’accusa era di lesioni colpose: scatta la prescrizione Una lunga malattia professionale al centro della vicenda

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CARRARA. Una lunga storia di malattia professionale, legata al lavoro di manutentore meccanico. A causa dei pesi sollevati, nel corso degli anni, un operaio aveva dovuto fare i conti con la sindrome del tunnel carpale e una tendinosi alla spalla che si sarebbero presentate nel 2006, nove anni fa. È stato proprio lo stesso lavoratore. Arduino Ricci, a raccontare tutto, a ripercorrere la sua odissea, nell’aula di tribunale dove si celebrava il processo per lesioni colpose che vedeva sotto accusa il titolare dell’azienda Sima, Silvano Vanello (difeso dall’avvocato Luca Pietrini), per cui lavorava e il medico, Luigi Pietro Bellucci (assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti) a cui si era rivolto per i vari accertamenti. Dopo un’ora e mezzo di racconto, e dopo che sul banco dei testimoni si è seduto il medico del servizio prevenzione sui luoghi di lavoro dell’Asl, il giudice ha interrotto il processo mentre l’avvocato Barsotti stava dimostrando, documenti alla mano, che la persona offesa “sembrava miracolosamente guarita”. «Questo reato è già stato estinto». Così è stata interotta la registrazione e, subito dopo il giudice Fabrizio Garofalo ha dichiarato la prescrizione del procedimento. La macchina della giustizia ha fatto il suo corso. Il processo si è concluso, tutto prescritto. A colpire sono stati i tempi. L’udienza in tribunale a Massa era iniziata con la testimonianza della parte civile. L’operaio, manutentore meccanico, aveva raccontato i problemi che lo avevano afflitto a cominciare dagli anni duemila. «Avevo dolori alla schiena, mi si bloccava la colonna vertebrale - ha detto - Poi sono cominciati i formicolii alle mani, la notte mi diventavano tutte bianche. E ancora, dopo, ho dovuto fare i conti con i dolori alla spalla. Il medico mi prescriveva di non alzare pesi superiori a 15 chilogrammi, ma io non ce la facevo: era il mio lavoro e ho cercato di farlo sempre». «Un lavoro - ha aggiunto - che comportava il sollevamento di pesi e che, per la mia azienda svolgevamo in diversi stabilimenti del territorio, ad esempio all’Ómya, dove ci occupavamo della manutenzione dei macchinari e degli utensili. Era impossibile pensare di farlo senza alzare pesi».

In tribunale è stata poi la volta del medico del servizio Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl: «Venni a contatto con questa vicenda- ha riferito al giudice - nel 2012 quando l’azienda mi incaricò di una indagine sulle malattie professionali. Nel caso di questo operaio rilevammo la presenza di due patologie: il tunnel carpale e la tendinosi alla spalla destra. Malattie professionali legate al sovraccarico meccanico. Ossia a pesi eccessivi». A questo punto l’udienza è stata interrotta e non è più andata avanti. Tutto prescritto.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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