Attenzione
Campione sparò a un gatto, condannato
Alberto Caroselli iridato del tiro con la carabina era sotto accusa per la denuncia di un vicino: la guerra di perizie
AULLA. Per il giudice è stato il campione di tiro, (tre volte sul podio) Alberto Caroselli, ad avere ucciso i gatti - o meglio sicuramente uno dei sette gatti - di un pensionato, Fabio Gelosa, che avrebbe avuto la sfortuna di abitare a 500 metri dal suo poligono.
Caroselli (difeso dall’avvocato Giampaolo Carabelli) che nella vita fa il commerciante-istallatore di impianti ed è titolare di un poligono nel borgo aullese di Bibola, è stato condannato dal giudice Fabrizio Garofalo a quattro mesi di reclusione (pena sospesa) e quattromila euro di risarcimento nel processo per "uccisione di animali altrui".
Per l’accusa (e in denuncia), le morti sospette erano di sette gatti. La condanna è arrivata solo per uno. Quello per il quale l’esame autoptico effettuato nella clinica veterinaria Haziel di Castelnuovo Magra, ha dimostrato che a causa il decesso sono stati i pallini della carabina. Quella di Alberto Caroselli. Una vicenda delicata, una vecchia ruggine per rapporti di vicinato e, su tutto, il grande amore di un uomo per i suoi gatti. Che sono tanti gatti e dei quali conserva gelosamente i libretti sanitari e che Fabio Gelosa (assistito nel processo dall’avvocato Daniela Patriarchi) chiama per nome, come fossero i suoi bambini.
A puntare il dito contro il campione di tiro è stato proprio lui. E il pensionato non ha esitato a sborsare 700 euro per fare eseguire l’autopsia sull’ultimo dei suoi mici uccisi, una gatta di un anno e mezzo di nome Nuvola. Tutto è cominciato sette anni fa, dopo la morte, senza cause apparenti, di due-tre felini, l'anziano ha portato uno dei mici, zoppicante, dal veterinario che ha diagnosticato la frattura scomposta dell’omero. Subito dopo l’animale morirà. Muore, qualche tempo dopo, un altro gatto: l'ennesimo. E gli animali vengono tutti trovati nel giardino della casa del pensionato: insomma questo secondo l’accusa basterebbe ad escludere il fatto che possa essersi trattato di un incidente: insomma, secondo il pensionato, i gatti non hanno sconfinato nel poligono, ma sarebbero stati colpiti apposta. L'anziano dopo l’ultimo decesso torna dalla veterinaria: chiede un'autopsia per la sua bella micia grigia, Nuvola. La professionista la esegue e trova pallini, anche questa volta, di carabina. L'anziano, a questo punto, siamo nel 2011, querela il vicino titolare del poligono di tiro, a cui viene sequestrata una carabina. Il processo è andato avanti fra perizie di esperti, dell’accusa (che hanno di fatto collegato i pallini ritrovati nel corpicino della gatta alla carabina del Caroselli) e della difesa: nell’ultima udienza del processo, prima della discussione, il perito della difesa, professor Angelo Ghinazzi, aveva escluso, dal punto di vista balistico la certa identificazione dell’arma da cui sarebbero partiti i colpi letali per i gattini, o meglio per la gatta sottoposta all’autopsia.
Il giudice, alla fine, ha condannato il campione di tiro per la morte di quell’unica gatta. E lo ha invece prosciolto per le altre sei morti sospette.
«Il mio assistito è soddisfatto perché è stata fatta giustizia - dichiara l’avvocato Patriarchi - Non gli interessa il risarcimento, ha detto che nessuno gli ridarà indietro i suoi gatti ».
Intanto l’avvocato della difesa ha già annunciato l’intenzione di fare appello contro la sentenza di primo grado del giudice Garofalo.
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