Sicurezza
«Villa Ceci diventi parco con i soldi del marmo»
CARRARA. Una lunga e articolata nota con cui Legambiente interviene sulla questione Villa Ceci. Avanzando una proposta precisa: “Adesso facciamoci il parco”. E con una stoccata alla Fondazione Crc:...
CARRARA. Una lunga e articolata nota con cui Legambiente interviene sulla questione Villa Ceci. Avanzando una proposta precisa: “Adesso facciamoci il parco”. E con una stoccata alla Fondazione Crc: “anziché comprare il Mediterraneo, per fare un favore al dottor Bogazzi più che alla città, dia una mano alla realizzazione del parco”.
«Che l’area Ceci fosse in gran parte classificata a “pericolosità idraulica molto elevata” l’avevamo evidenziato anche nelle nostre osservazioni al piano strutturale, ovviamente respinte, con le quali chiedevamo di togliere le previsioni edificatorie - si legge nella nota degli ambientalisti - i nostri amministratori “increduli” hanno dovuto vedere coi propri occhi Villa Ceci ripetutamente allagata per rendersi conto che, in caso di alluvione, un’area ad elevata pericolosità idraulica si sarebbe riempita d’acqua, mettendo a rischio i futuri 1371 nuovi insediati, mentre non potrebbe più funzionare come cassa d’espansione naturale e limitare i danni per le aree circostanti già abitate».
«Se l’Amministrazione - prosegue la nota - fosse sinceramente interessata ad eliminare ogni possibilità edificatoria in Villa Ceci e a trasformarla in un Parco pubblico, senza utilizzare alcun tipo di perequazione, la via maestra da seguire sarebbe una sola: variare il Piano Strutturale. Merita evidenziare, infine, che la Regione ha recentemente previsto finanziamenti per i comuni che intendano rivedere il Piano strutturale in senso restrittivo in modo da adeguarlo alla nuova legge regionale, la 65/2014, che prevede la limitazione del consumo di suolo».
«Eliminare dal Piano Strutturale la possibilità di costruire in Villa Ceci vuol dire anche riportare il terreno al suo originario status di area agricola. Questo produrrebbe due indubbi vantaggi - sottolinea Legambiente - far capire chiaramente ai proprietari delle aree interessate al futuro Parco che lì non potranno mai costruire e quindi invogliarli a cedere le loro proprietà ad un prezzo ragionevole; diminuire il costo dell’area. Espropriare terreni agricoli è, infatti, indubbiamente meno costoso che espropriare aree edificabili; perciò l’esproprio diverrà più fattibile e conveniente».
«Resta infine il problema dei problemi: dove trovare i soldi per acquisire l’area - continuano gli ambientalisti - A nostro avviso dal marmo! Abbiamo più volte sottolineato quanto denaro perda il comune continuando a non far pagare alcun canone ad una parte consistente del proprio patrimonio, i cosiddetti “beni estimati”, come se queste cave fossero proprietà personale di alcune famiglie. Basterebbe prendere atto della sentenza della Corte costituzionale e dei numerosi pareri legali acquisiti nel tempo dal comune, perché nelle casse comunali entrassero molti più soldi. Lo stesso accadrebbe se l’Amministrazione mettesse finalmente le concessioni all’asta e, nel frattempo, adeguasse al valore reale di mercato del marmo le ridicole tariffe sin qui applicate».
«E anche la Fondazione può fare la sua parte - prosegue la nota - Nel settembre del 2002, proponemmo all’allora Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara di finanziare un “Progetto di acquisizione, restauro e valorizzazione di Villa Ceci e del suo parco”. Ovviamente la nostra proposta non fu accolta!Avendo recentemente appreso che l’attuale Fondazione intende investire per acquisire l’area dell’hotel Mediterraneo e realizzarvi quello stesso albergo che il dott. Bogazzi ritiene non abbastanza remunerativo da giustificare l’investimento necessario per costruirlo, ci permettiamo di suggerire alla Fondazione di rivedere le proprie scelte. Invece di regalare soldi a Bogazzi, fingendo di fare un “favore” alla città, e di avventurarsi nella costruzione e gestione di un albergo (attività probabilmente non consona alle finalità stesse di una Fondazione!) potrebbe compartecipare all’acquisto di Villa Ceci e contribuire a regalare alla cittadinanza il futuro Parco».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google