Gioco
«Populista demonizzare i medici di famiglia»
Da Fabio Rizzo, segretario provinciale della Federazione medici di medicina generale, riceviamo questo intervento. ––––––––––––––––––––––– . A proposito dell'articolo sparato nella cronaca di Massa...
Da Fabio Rizzo, segretario provinciale della Federazione medici di medicina generale, riceviamo questo intervento.
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. A proposito dell'articolo sparato nella cronaca di Massa del 6 gennaio che ha inopportunamente ricordato i doveri del medico di famiglia nei prefestivi, sento il dovere di precisare quanto di seguito: nei giorni pre-festivi - ai sensi dell'Accordo collettivo nazionale, articolo 47 - Comma 6 e 7 - il medico di famiglia è tenuto ad eseguire le visite domiciliari richieste entro le ore 10 con l'obbligo di svolgere attività ambulatoriale se, in quel giorno, la svolga ordinariamente.
A fronte di una normativa tanto chiara la esternazione attribuita al signor Casotti risulta priva di fondamento giuridico e morale. Risulta invece ricca di populismo ed ignoranza amministrativa, direi ai limiti del reato di diffamazione essendo il signor Casotti persona impegnata nel governo della città. Per lo stesso motivo la esternazione del signore che ha accompagnato la moglie al pronto soccorso è falsa ed offensiva compatibile solo per la sofferenza del momento.
Per quanto riguarda il titolo dell'articolo «Medici di famiglia in ferie - Assalto al pronto soccorso» il Tirreno si prende la paternità di un titolo un po' triste perché giocato sull'equivoco e sulla filosofia della vendita urlata. La vita amministrativa e dei servizi in un paese civile funziona così: esiste una normativa ed a questa ci si attiene denunciando, ove accada, chi la disattende.La demonizzazione delle categorie è una mortificazione dell'intelligenza e del patto sociale, una sottocultura che decisamente rifiutiamo.
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Questa lettera, che volentieri pubblichiamo, fa venire alla memoria, al di là delle ragioni esposte così sobriamente dal dottor Rizzo, una frase di Alberto Sordi nel film “Il marchese del Grillo”: io so’ io e voi non siete un c.
(o.m.)
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