Il dolore
"Nuovo Pignone rimane qui"
La Fiom di Massa Carrara smentisce voci di un interessamento per Piombino del gruppo G&E
MASSA. Quanto è ancorato il Nuovo Pignone alla terra apuana? Le voci che l’azienda stia guardando a Piombino mettono in fibrillazione i sindacati. La Fiom apuana getta acqua sul fuoco dei timori: «Possiamo dichiarare fermamente - scrive in una nota la segretaria Fiom Cgil Luisa Pietrini - che in nessun incontro tenuto tra la dirigenza aziendale è mai emersa tale volontà, al contrario è stata sempre ribadita la volontà di confermare e rafforzare l’impegno sul territorio potenziando il sito produttivo». Impegno dei sindacati è quello di verificare, anche nei prossimi giorni, il verificabile, anche se il cielo è senza nubi. Paolo Gozzani (Cgil) conferma che dovrebbe tenersi a giorni anche un incontro con l’azienda, anche se per il momento non c’è niente di ufficiale. Altro aspetto da chiarire: il feeling tra Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle attività produttive, e i sindacati confederali apuani. «Stupisce leggere affermazioni come quelle che la stampa di oggi mette in bocca ai rappresentanti dei sindacati locali - scrive Simoncini - I sindacati sanno quale sia lo sforzo messo in campo dalla Regione per garantire un futuro industriale all’area di Massa e Carrara e per difendere il reddito dei lavoratori colpiti dalla crisi». Simoncini si riferisce alla cronaca dell’incontro dell’11 dicembre, che ha preceduto l’Sos di domenica lanciato dal presidente della Regione Enrico Rossi al ministero dello sviluppo economico Federica Guidi e pro provincia apuana. Secondo quanto riferito dai sindacalisti non era stato un incontro in sintonia e Paolo Gozzani (Cgil), Andrea Figaia (Cisl) e Franco Borghini (Uil) non ne erano usciti soddisfatti. «Ci ha detto che non ci sono più cadeaux», riportavano. Simoncini invece ricorda che, in quell’occasione, c’erano state «proposte non solo condivise - scrive - ma anche recepite positivamente dalle parti sociali». «Era emersa - continua - la decisione di stanziare un milione di euro per il progetto Welfare to Work e un milione di euro sul prossimo bando di incentivi per l’occupazione e 200.000 euro sul prossimo bando per la formazione, che prevede interventi (legge 236) per lavoratori di aziende in aree di crisi complesse.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google