Il dolore
L’Evam riparte da Ermanno Cervone Una nuova gestione
Il presidente Pileri attacca i vecchi amministratori Il nuovo direttore prenderà 28mila euro lordi all’anno
MASSA. Evam, la società che si occupa dell’imbottigliamento delle acque minerali, ha il suo nuovo direttore generale. Si tratta del dottor Ermanno Cervone, non un nome sconosciuto per Evam, visto che fa parte dell’azienda da circa 15 anni, dai tempi della presidenza di Norberto Ricci: consulente legale e amministrativo contabile, una figura che, sostiene l’attuale presidente Stefano Pileri, ha salvato in più di una occasione la società in questi mesi, da quando cioè l’ex direttore Antonello Galleni “l’ha abbandonata”, per usare una delle espressioni utilizzate ieri durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo assetto amministrativo. Cervone ha vinto il bando per curricula, emanato da Evam qualche mese fa, su precisa indicazione politica del comune di Massa, che è quasi l’unico azionista. Il sindaco Alessandro Volpi, come ha più volte sottolineato, non ha voluto nominare direttamente il direttore generale di Evam, come fece Pucci a suo tempo con Galleni, decidendo di affidarsi ad un bando pubblico. Evam è rimasta senza direttore generale per circa 5 mesi, da quando cioè Antonello Galleni ha firmato le sue dimissioni, essendo venuta meno la fiducia col cambio di amministrazione. In realtà, le motivazioni che spinsero Galleni a lasciare il posto ( Galleni sotto Pucci svolse sia il ruolo di presidente che di direttore, avendone dovuto prendere tutte le deleghe) non sono mai state rese note, ma le polemiche scaturite da quella presa di posizione non sono state né poche, né indolore.
Oggi l’azienda si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: «Galleni andandosene ha messo in seria difficoltà l’Evam e noi che iniziavamo a lavorarci - dichiara il presidente Pileri-; dai primi di settembre, quando arrivarono le sue dimissioni, abbiamo dovuto far fronte a molte problematiche. Cervone è stato prezioso in questo senso, ha raddrizzato molte situazioni» .
E ancora: «Il nuovo direttore avrà delle deleghe, ma dovrà sottostare all’articolo 2381 del codice civile, per il quale il cda di una azienda ha il potere di limitarlo nelle scelte e nelle decisioni. Prima non era così. L’ex direttore avrebbe potuto anche vendere un intero ramo d’azienda senza chiedere il parere del cda, per come erano gli assetti societari. Questo non accadrà più. Adesso siamo una squadra».
E infine: «Con Galleni- conclude Pileri- si chiude un capitolo di Evam che ha lasciato molte partite aperte e anche mal gestite. Oggi, uno dei legali della Humana, con cui stiamo trattando, ci dice che finalmente hanno trovato un interlocutore».
Pileri mostra i passaggi che hanno portato alla scelta di Cervone: «Ci teniamo molto alla trasparenza, perché sappiamo che c’è qualche indovino che minaccia la nostra credibilità, ma noi siamo tranquilli»; sette i curricula arrivati in azienda, uno scartato perché il timbro delle Poste recava data tardiva ( la propria adesione andava consegnata entro il 10 novembre 2014 alle 13, mentre quello dell’unica candidata donna è stato spedito alle 15); punteggi da 1 a 12 in base alla laurea, alle competenze professionali e all’esperienza. Cervone ne ha guadagnati 10 in totale, risultando il più qualificato dei sei. Il neo direttore prenderà 28 mila euro lordi l’anno per le sue prestazioni e, al momento, potrà continuare anche con la consulenza legale e commerciale come faceva prima, non essendoci incompatibilità.
Il cda rimane composto da tre persone, oltre al presidente Pileri, anche la vice presidente Guidotti e il consigliere Sergio Bordigoni. La prossima sfida sarà concludere il contratto con l’Humana, che si sta tirando per le lunghe: «Sanno che sono rimasti il nostro unico cliente e quindi il migliore- spiega Pileri- e giocano le loro carte. Purtroppo nella passata gestione nessuno ha pensato ad allargare gli orizzonti e adesso ci troviamo così. Comunque la contrattazione è avviata e siamo a buon punto».
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