Sicurezza
O nuove imprese o si muore
Buffoni: «Ok far ripartire attività dismesse, ma la svolta arriva se c’è iniziativa»
MASSA CARRARA. Va bene sostenere l’imprenditore o l’industriale in difficoltà. Va bene ridare fuoco alle caldaie spente. Senza nuove aziende però si va poco lontano: non serve un economista per dirlo, eppure la sensazione è che si continui a convogliare tutte le energie nel tamponare.
Dai cassaintegrati della Dalmine ai cassaintegrati della Eaton, passando per quelli della Olivetti. Questa è la terra della cassaintegrazione – ordinaria, a rotazione, straordinaria – tanto che c'è chi sulla promessa di essa ci ha costruito fortune e carriere politiche. Industria di Stato e multinazionali, ai piedi delle Apuane, hanno sempre fatto un uso a piene mani degli ammortizzatori sociali, idem diversi imprenditori di dubbia provenienza (leggi Tirrena Macchine, Nasa, Bsi.., Parco produttivo Apuania) che hanno prima spolpato l'osso dei fondi pubblici per la reindustrializzazione e poi hanno chiesto di ammortizzare gli effetti delle lo loro scelte errate. Certo, la leva pubblica, che sostiene imprenditori e famiglie quando i primi alzano bandiera bianca, ci vuole, ma non possiamo pensare di andare avanti così. Per sempre. Adesso lo dicono anche i politici. Meno male. «Bisogna recuperare le attività dismesse – dice Narciso Buffoni, neo-eletto presidente della Provincia – aiutare le aziende in difficoltà, ma, soprattutto, ci vogliono nuovi insediamenti. Nuove attività. Gli Industriali dicono – sottolinea Buffoni – che ci sono tante domande di imprenditori che vogliono insediarsi nel nostro territorio. E questo è credibile perché non è tanto male..». Proviamo a chiedere a Buffoni chi siano questi imprenditori: e se proprio i nomi non può dirceli – perché magari le procedure di scouting potrebbero non essere ad uno stadio avanzato – ci dica almeno i settori di attività. «I settori li diremo dopo» chiude.
Intanto almeno due nomi Giuseppe Baccioli (leggi articolo sopra) ce li ha fatti...
Giovanna Mezzana
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