Il Tirreno

«Sicurezza, per i progetti parlerò con i cittadini»

di Cinzia Carpita
«Sicurezza, per i progetti parlerò con i cittadini»

Il sindaco apre il 2015 con una promessa: dialogare con la città e avere un piano di intervento unico idraulico e strutturale, ce lo impone la lezione del 5 novembre

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CARRARA. Duecento carotaggi da eseguire per prelevare campioni di calcestruzzo dei muri di argine: il Carrione al microscopio dalla foce ai monti. Rilievi topografici in alveo. 270 metri di pali nella zona del crollo. E poi un progetto unico per rendere sicuro, ma veramente sicuro, il torrente della paura. Quello che nel settembre 2003 (quasi fotocopia del 1982) ha invaso il centro storico portandosi via la vita di una persona; che negli anni successivi ha tenuto spesso con il fiato sospeso la popolazione; che nel novembre 2012 ha portato nuova devastazione; e poi il terrore a Marina inondandola nel 2014, questa volta per il crollo del muro in via Argine destro ad Avenza. La scrivania del primo cittadino Angelo Zubbani, si è riempita di nuovi incartamenti, che raccontano l’odissea della messa in sicurezza. Le lacune, i ritardi, le responsabilità, la corsa contro il tempo per non essere impreparati a nuove alluvioni.

Sindaco, i cittadini hanno manifestato la loro rabbia per i danni e lo spavento subiti in particolare a Marina il 5 novembre scorso. Chiedono di essere informati ed anche di essere partecipi riguardo alle decisioni di chi amministra per garantire la loro sicurezza in un territorio esposto al rischio idrogeologico. Cosa risoponde?

«Il tema della sicurezza idrologica, dopo la lezione avuta il 5 novembre, ci costringe ad una rilettura e ad un miglioramento di quel tema: per far questo abbiamo imposto la nostra partecipazione alla filiera istituzionale con Regione e Provincia, non per sostituirci a quelli che sono ancora oggi i compiti assegnati dalla legge di riferimento, ma per fare in modo che già in questa fase di approfondimento e verifiche, il Comune possa essere non solo informato ma anche reso partecipe delle azioni. Dovremo a breve siglare un accordo di programma con Regione e Provincia, su due livelli: istituzionale e tecnico, per produrre in tempi brevi una convidisione dei rilievi che sono in corso e poi per gli indirizzi progettuali. L’impegno che ho preso anche in consiglio comunale, è che ogni passaggio, ogni risultato, dovranno essere illustrati alla città con incontri alla presenza dei tecnici. Apriremo una finestra ai contributi dei cittadini, di associazioni, di tecnici, per condividere le valutazioni con chi il territorio lo abita. Tutto ciò prima di passare alla fase di progettazione».

E come si arriverà alla progettazione per mettere in sicurezza tutto il Carrione?

«Adesso sono in corso le indagini della Regione tramite il Genio civile, per verificare tutte le opere strutturali realizzate dlala foce del Carrione fino ai monti compresi i rami alti di Torano e Colonnata. Indagini con attrezzature sofisticate come i georadar ed altre tecnologie. Uno screening sullo stato delle opere fatte e su quele da fare in tratti di fiume dove non sono stati eseguiti finor ainterventi. Questo comporterà 200 carotaggi da eseguire con prelievi di campioni sia di calcestruzzo dei muri di argine. sia di altri materiali. Questa fase si concluderà entro la metà di febbraio, assieme al secondo intervento in corso: il rilievo topografico di tutto l’alveo dalla foce ai monti. Ciò consentirà di confrontare la situazione con lo studio idraulico del 2004 sulla base del quale vennero fatte progettazioni: della Provincia per gli argini e dal Comune per i ponti e il centro storico. Poi seguirà la progettazione degli interventi necessari, sia di natura idraulica che strutturali, con un unico progetto - questo voglio sottolinearlo - Anche se poi verrà realizzato a stralci dovrà avere una unitarietà».

Ma chi lo farà questo progetto?

«Ancora non si sa. Il presidente della Regine, Enrico Rossi, disse che pensava ad un bando, ma non si esclude che possano essere reperire energie interne alle amministrazioni. Lo vedremo al tavolo istituzionale. Comunque tutto questo lavoro servirà anche per lo studio commissionato del nuovo regolamento urbanistico: è imprescindibile il fatto che bisogna rafforzare la relazione fra i corsi d’acqua e l’ambiente circostante. Non solo buone opere idrauliche vanno fatte, ma occorrono anche soluzioni sostenibili nel contesto della pianificazione che discenderà dal Piano strutturale».

L’area Ceci, che è stata una provvidenziale “cassa di espansione” durante l’esondazione del Carrione il 5 novembre, rientra in questa riflessione urbanistica? Perequazione accantonata?

«Sì. E’ evidente che l’area rappresenta un presidio prezioso di difesa idraulica, e questa amministrazione, ritiene che l’ipotesi perequativa (la proprietà ci lascia quel verde per il parco e noi le concediamo interventi edilizi)prevista dal Piano strutturale, debba essere rivista. Lo dico chiaro e tondo: là non si deve costruire. Le ambizioni legittime della città di avere un parco pubblico vanno soddisfatte con la ricerca di un finanziamento ad hoc e non più tramite cessioni di aree a privati per edificare. Anche la formula di poter delocalizzare gli indici edificatori in altre parti del territorio la vedo difficilmente percorribile. L’area Ceci è un’area di equilibrio ormai sperimentato non no può essere opzionata con nuove edificazioni. E’ un polmone verde, quindi dobbiuamo cercare la strada dell’esproprio, senza perequazione, per realizzarci il parco con soldi pubblici».

Veniamo ai cantieri delle somme urgenze. A che punto sono in questo inizio di 2015? E le Ferrovie quando apriranno il loro cantiere ad Avenza-Nazzano?

«I diciotto cantiere che erano stati aperti so stati quasi tutti conclusi. Sono stati visionati otto chilometri di argini, e il lavoro è in progress. Le Ferrovie dovrebbero aprire subito dopo l’Epifaniail cantiere per la terza campata del ponte a valle dell’Aurelia (quello dove si accumulano i detriti a fianco di via dei Ferrovieri, ndr.). In via Argine Destro è terminata la palancolatura dove c’era stato il crollo: sono stati installati 367 pali alti di 12 metri, di cui 8 metri interrati. la Provincia ha chiesto alla Procura di poter procedere alla sigillatura dell’argine provvisorio, presso la zona del crollo posta sotto sequestro, All’ingegner Cesare Tinelli è stato dato incarico di collaudare tutto l’intervento di messa in sicurezza di quell’arginatura.

Per quanto riguarda l’asilo in via Argine sinistro, questo è un cantiere ancora aperto, per il consolidamento a monte di via Covetta. I lavori sono seguiti dall’ing, Paolo Barsotti di Lucca. Diciamo che i micropali sono stati messi in posa al 70 per cento, poi verranno ultimati gli interventi stradali, compreso il consolidamento sul pendio della via verso l’asilo. Per questo ci vorrà un mesetto. L’ultimazione di tutti i alvori è prevista entro la fine di febbraio. Convocherò i rappresentanti dei genitori dei bimbi dell’asilo per illustrare lo stato dei lavori. In località Fiorino le opere alla scogliera sono terminate in novembre. Altri cantieri minori sono finiti».

Ma poi chi farà la manutenzione del Carrione in futuro? C’è sempre stato un balletto sulle competenze.

«L’accordo di programma fra Regione, Comune di Carrara, Provincia, Consorzio di Bonifica, affronterà anche il tema della manutenzione. Non spetta al Comune né quella del Carrione né del Parmignola. E sui canali minori entra in gioco il Consorzio di Bonifica. Ma non chiuderemo gli occhi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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