Italia
Padre e figlio assolti ora chiedono i danni
MASSA. La sentenza di assoluzione è già passata in giudicato. E adesso il legale di Pablo e Roberto Ricci depositerà, nell'interesse dei suoi assistiti, istanza finalizzata ad ottenere il...
MASSA. La sentenza di assoluzione è già passata in giudicato. E adesso il legale di Pablo e Roberto Ricci depositerà, nell'interesse dei suoi assistiti, istanza finalizzata ad ottenere il risarcimento «per il lungo e gravoso periodo di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari- scrive l’avvocato Carlo Biondi - da loro ingiustamente subito». La Procura, lo ricordiamo, aveva impugnato la sentenza con la quale la Corte di Appello di Genova, III Sezione Penale, aveva assolto Pablo e Roberto e Riccio da tutti i reati loro contestati.
«Pur non dubitando della veridicità del fatto che la Procura della Repubblica di Massa abbia fatto istanza al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Genova, affinchè impugnasse la sentenza assolutoria, è un dato di fatto che tale istanza non sia stata accolta e che la piena assoluzione di Ricci Roberto e Ricci Pablo sia definitiva, essendo passata in giudicato il 31 ottobre 2014, così come da attestazione in calce alla sentenza medesima (che allego in copia).
Del resto, lo stesso Procuratore Generale, dottor Enrico Zucca, all'udienza del 26 marzo 2014, aveva concluso per la fondatezza dell'appello presentato nell'interesse dei Ricci, con il quale si contestava la legittimità dell'acquisizione al fascicolo del dibattimento delle querele e delle deposizioni delle presunte parti offese, mai, per loro scelta, da questi confermate nel contraddittorio processuale».
Si chiude con una richiesta di risarcimento una vicenda che aveva visto in primo grado a Massa padre e figlio erano stati condannati con pene pesanti: Roberto Ricci, a 5 anni e 7 mesi di reclusione più il pagamento di quattordicimila euro; Pablo Ricci, a 4 anni e al pagamento di duemila euro. In appello a Genova, i giudici invece li avevano assolti dall’accusa di estorsione («il fatto non sussiste») e lesioni («non hanno commesso il fatto»).
Padre e figlio, avevano sempre respinto le accuse della coppia che li aveva denunciati. Raccontando di essere stati pestati selvaggiamente dai due (insieme ad altri due albanesi che non sono mai stati identificati) per un debito di quattromila euro maturato dall’acquisto di una partita di eroina. Secondo l’accusa i Ricci erano andati a casa della coppia e l’avevano pestata.
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