Il Tirreno

NIcola Lattanzi presidente di Gaia

«Un 2014 tumultuoso ma arrivati 48 milioni Ora si tira il fiato»

di Manuela D’Angelo
«Un 2014 tumultuoso ma arrivati 48 milioni Ora si tira il fiato»

MASSA. Un anno tumultuoso: così lo ha definito il presidente di Gaia Spa Nicola Lattanzi, parlando del 2014, anno della crisi, dei tagli, ma anche di molti investimenti andati a buon fine per la...

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MASSA. Un anno tumultuoso: così lo ha definito il presidente di Gaia Spa Nicola Lattanzi, parlando del 2014, anno della crisi, dei tagli, ma anche di molti investimenti andati a buon fine per la società che, fino a poco tempo fa, navigava in acque agitate e che solo oggi tira un piccolo sospiro di sollievo. Lattanzi parla dopo l’inaugurazione del depuratore massese all’ex Cersam: «Un investimento importante- dice- che chiude un periodo di circa 6 anni, e che oggi riguarda 8,5 milioni di euro».

Perché è stato un anno tumultuoso?

«Si sono sommate tante difficoltà e tante criticità, però una per una sono state affrontate e in qualche modo risolte, soprattutto nel secondo semestre. Ci siamo rapportati con le istituzioni per garantire che quanto accaduto non possa ripetersi, e per mettere in atto una politica fatta di grande attenzione a tutte le dinamiche. Gaia ha fatto e farà una sana autocritica, rispetto a tutto quello che le è accaduto in questo anno e mi auguro che nei prossimi mesi ci possano essere già i primi correttivi».

Quali novità ci sono state?

«Il 24 dicembre ci è stato erogato un finanziamento per il quale abbiamo lavorato a lungo, non senza difficoltà; 48 milioni di euro, 30 già erogati, di cui 18 milioni di anticipo bollette, 15 milioni per la sistemazione dei debiti a lungo e medio termine, e altri 15 milioni per fornitori, comuni e consorzi; la firma è stata apposta il giorno prima di Natale, dopo incontri frenetici tra Firenze e Roma per chiudere un accordo che non era scontato. Per me è un motivo di soddisfazione, legato al fatto che ad oggi sono stati pagati i comuni integralmente, secondo quanto era stato concordato, così com’è accaduto nei confronti dei consorzi. E sappiamo quanto questi soggetti ne abbiano bisogno. Abbiamo recuperato un rapporto di fiducia, con le banche e con i fornitori. Di meglio non potevamo aspettarci».

Rimarrà al suo posto?

«Ho fatto presente ai miei soci, durante un’assemblea e tramite una lettera intercorsa tra il sottoscritto e il consiglio, che Gaia necessita di una fase di consolidamento, dopo il finanziamento che abbiamo ottenuto. Indietro non si può tornare. Non ce lo possiamo permettere. Occorre proseguire sulla linea di una maggiore efficienza, anche finanziaria. Se questi presupposti si concretizzeranno e verranno recepiti dall’assemblea , come sono state recepite le linee di indirizzo che ci siamo dati, allora rimarrò al mio posto; ho avuto il rinnovo della fiducia e con me tutto il consiglio, però quelle linee devono rappresentare un punto di inizio imprescindibile».

Però alla gente continuano ad arrivare maxi bollette, che non tutti riescono a pagare...

«Esprimo vicinanza a questi cittadini. Le bollette sono alcune volte difficili da comprendere. All’interno l’utente vede solo l’ultima cifra, quella del conto finale, quello che deve pagare. Quando si va nel dettaglio però si capisce tutto un po’ meglio. E’ complicato, è inutile girarci intorno, ma dobbiamo distinguere la questione in termini di quanta acqua ho consumato oggi e quanta ne ho consumata in passato. I cittadini vedranno che, a fronte del saldo finale, c’è una quota di consumo e c’è una quota che attiene al passato che, per rapporti che intercorrevano tra le amministrazioni e Gaia in passato non è stata richiesta. Quei soldi hanno fatto parte degli investimenti di Gaia, è difficile da accettare, ma è grazie a quel denaro che però oggi si è potuto realizzare un investimento come il depuratore ex Cersam . E’ un conto salato che in futuro, spero, per quanto possibile dovrà essere evitato; non si può chiedere tutto in un’unica soluzione e mi auguro che, poiché questa società appartiene a tutti noi, la trasparenza e la chiarezza possano aiutare».

Quindi lei è soddisfatto e sereno?

«Mi dispiace quando sento questo attacco continuo a Gaia, perché è vero che ci sono molte criticità e non le nascondiamo, ma ci sono anche piccole positività e mi auguro possano aumentare. Vogliamo risolvere i problemi che sono innegabili: qui si tratta acqua, fogne, depurazione; Gaia serve 280 mila utenze per 50 comuni e su un territorio che ha esigenze diversificate, dalle colline al mare».

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