Il Tirreno

Sogni e desideri: «Un 2015 da turisti tutto l’anno»

di Manuela D’Angelo
Sogni e desideri: «Un 2015 da turisti tutto l’anno»

Negozianti e imprenditori si augurano che il nuovo anno porti gente in città E c’è chi chiede «promesse mantenibili», «meno rabbia e qualche risata in più»

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MASSA. Sette desideri per la città di Massa da realizzare nel 2015, un intero anno per far valere i propri sogni e le proprie aspettative. A parlare sono sette personaggi noti del territorio, che nel 2014 – chi per un motivo, chi per un altro – si sono distinti nell’impegno profuso per la cittadinanza, nei casi di emergenza, per il volontariato, nella ricerca della fede, oppure come pungolo per l’Amministrazione, sempre attenti a quanto accadeva a palazzo comunale, critici o costruttivi.

«Il desiderio da presidente di uno dei comitati alluvionati potrà sembrare scontato e banale- dice Ivo Zaccagna, presidente del comitato alluvionati Ricortola- e di certo appellarsi al buon Dio, per non far piovere, mi sembrerebbe eccessivo; vorrei quindi vedere un esercito di operai, pagati, lavorare ogni giorno dell’anno nei cantieri per la riduzione del rischio idrogeologico; da giovane 27enne mi auguro anche di conoscere sempre più ragazzi che credono nella vera politica, fatta di sacrifici, impegno, e trasparenza, per riscattare la nostra città dal fango da cui fino ad oggi, più o meno simbolicamente, è stata sommersa». Guarda al turismo e alla sua costa, martoriata da crisi ed erosione, Claudio Lotto, presidente di Confimpresa Massa Carrara e Versilia.

«Desidero per il 2015 investimenti su Marina di Massa, come non ne vediamo da anni; sarebbe un sogno vederla trasformata in una zona turistica degna di tale nome, perché adesso non lo è. Mancano posti di lavoro e il turismo, che non può essere la panacea dei nostri mali, non può neanche diventarne la causa. Ci aspettiamo tutti, noi operatori del settore, più attenzione da parte delle istituzioni a questi problemi».

«Un desiderio per il 2015? Turisti tutto l’anno- ribadisce Daniela Raggi presidentessa del Ccn di Massa -; vorrei una città veramente turistica, cioè vorrei vedere le nostre piazza piene di gente proveniente da fuori territorio, perché i cittadini massesi già se le godono; vorrei il castello Malaspina sempre aperto, un centro informazioni multilingue, una vera Ztl con le telecamere e strade più pulite, ma senza pretendere sempre soltanto dagli altri, bensì insegnando ai cittadini come si fa e dando il buon esempio come faremo nei prossimi mesi noi commercianti. Ma questo più che un desiderio per il 2015 è una nostra promessa» .

«Vorrei che il regolamento urbanistico non fosse una chimera- ci dice invece Giuliano Minuto, dell’associazione 28 aprile- ; ma non mi fido gran che. Vorrei che questo importante strumento fosse nel 2015 l’avvio per una ripresa produttiva seria, ma so che senza le opere di difesa del suolo, che la Regione dovrebbe garantire, la ripresa non ci sarà. Vorrei che, per una volta nella storia di questo paese, si smettesse di fare solo campagne elettorali e si promettesse soltanto ciò che si è in grado di mantenere, con coscienza».

Pensa ai bambini e ai loro diritti, Maria Giovanna Guerra responsabile provinciale per il Telefono Azzurro: «Vorrei che nel 2015 non ci fosse più bisogno del Telefono Azzurro- ha detto-; e sapete quanto amo questa associazione; vorrei che i bambini non avessero più bisogno di chi li difende, perché tutti tutelano i loro diritti, perché nessuno più li picchia, li umilia, gli tarpa le ali della crescita; vorrei che ci fossero solo bambini sani e felici e che Massa diventasse sempre di più una città a misura dei più piccoli, sicura e serena».

«Difficile non essere banali- dice Don Giovanni Locatelli, parroco di Lavacchio, noto per le sue iniziative sui generis, capaci di avvicinare alla chiesa migliaia di cittadini-; credo che ci sarebbe bisogno di dare più potere a persone buone, che possano utilizzarlo veramente per cambiare questo paese; vorrei si potesse clonare Papa Francesco, questo si, anche se so che come lui ce ne sono tanti in giro, ma sono nascosti, negli ospedali, nelle case di riposo, nelle associazioni di volontariato, in tante famiglie. Mi sa che sono stato banale anche io, ma mi ha colto alla sprovvista, non ero preparato».

Infine un augurio e un desiderio espresso da Bruno Cantoni, storico attore dialettale, della compagnia Teatro comico massese: «Anziché una litigata, meglio una bella risata, lunga quanto tutto il 2015- dice Cantoni- ; vorrei che la gente fosse meno arrabbiata, sia con se stessa che con gli altri e che le istituzioni ci aiutassero a farla più ridere, perché anche di questo c’è bisogno; vorrei più attenzione per lo spettacolo e per le persone che ci lavorano, perché siamo noi che, in un modo o nell’altro, nel nostro piccolo, rendiamo le giornate un po’ più liete».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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