Sicurezza
Saccheggiate sul web le foto di Veronica Fedolfi
Le immagini della carrarese incoronata Miss Toscana rubata da una tale “Sara” per creare un falso profilo Facebook. E, probabilmente, per adescare uomini
CARRARA. Il brutto della Rete colpisce la bella, anzi la più bella, della Toscana. Veronica Fedolfi, 23 anni, Miss Toscana 2014 è stata vittima di un furto particolare. Qualcuno ha letteralmente saccheggiato decine di immagini dalla sua pagina su Facebook e le ha utilizzate per creare un profilo fasullo. Con lo scopo, probabile anche se non accertato, di utilizzare la indubbia bellezza di Veronica per adescare ragazzi.
La 23enne modella carrarese, che è anche aspirante ingegnere navale – è iscritta all’università e ha già dato diversi esami – ha dunque subito un atto di pirateria informatica. A colpirla, una sedicente “Sara” la quale ha collezionato oltre 2.500 amici utilizzando le immagini della reginetta incoronata lo scorso settembre nella finale di Casciana Terme (Pisa).
La Fedolfi, fino a ieri – anche perchè in vacanza all’estero – non avrebbe presentato denuncia alla polizia postale ma al momento si sarebbe limitata a chiedere agli amministratori di Facebook la rimozione dell'account “piratato”. Abbiamo tentato invano di metterci in contatto, ieri, con Veronica Fedolfi, che si trova a Dubai per alcuni giorni di vacanza. La giovane carrarese ha però parlato, il giorno prima con il quotidiano on line Gonews.it, che riferisce il suo commento: «Queste persone mi spaventano - ha detto Miss Toscana - si nascondono dietro false identità. Per quale scopo? Non si può più stare tranquilli. Purtroppo questo è l'altro lato della medaglia dei social network». «Non capisco da cosa siano spinti per rubare foto altrui e spacciarle per proprie - ha commentato ancora Fedolfi da Dubai- è incredibile».
Il saccheggio di immagini dal profilo della ragazza porebbe rientrare nel fenomeno, purtroppo abbastanza diffuso nell'ambito dei social network, della creazione di falsi profili con foto di ragazze, rubate nel web, che propongono ai ragazzi amicizie e scambi di foto osè. Spacciandosi per la bella ragazza di cui hanno rubato le immagini, cioè, inducono le vittime a inviare scatti compromettenti. Poi, scatta la seconda parte del raggiro: quella della richiesta di denaro per non pubblicare o inviare ad amici e parenti gli scatti compromettenti inviati dal malcapitato all'autore del raggiro. Un ricatto, insomma. (c.f.)
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