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il caso

Padre e figlio assolti per l’estorsione La procura impugna

MASSA. La procura di Massa ha chiesto al procuratore generale di Genova, Vito Monetti, di impugnare la sentenza di assoluzione, in secondo grado, di Roberto e Pablo Ricci, rispettivamente padre e...

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MASSA. La procura di Massa ha chiesto al procuratore generale di Genova, Vito Monetti, di impugnare la sentenza di assoluzione, in secondo grado, di Roberto e Pablo Ricci, rispettivamente padre e figlio. I due a Massa erano stati condannati con pene pesanti: Roberto Ricci a 5 anni e 7 mesi di reclusione più il pagamento di quattordicimila euro; Pablo a 4 anni e al pagamento di duemila euro. In appello a Genova i giudici invece li hanno assolti dall’accusa di estorsione («il fatto non sussiste») e lesioni («non hanno commesso il fatto»). La sentenza di assoluzione, che è stata motivata a fine estate, era arrivata dopo anni di udienze e soprattutto una carcerazione che ha superato l’anno. Per entrambi.

Padre e figlio, difesi dagli avvocati Dino Del Giudice e Carlo Biondi, hanno sempre respinto le accuse della coppia che li aveva denunciati. Pablo ha portato dei testimoni a suo favore che hanno detto che lui quando avveniva il raid punitivo era al bar a vedere una partita in tv, Roberto invece ha dimostrato che era insieme alla moglie, portando come prova i tabulati telefonici.

La Procura ora ha impugnato la sentenza di assoluzione.

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