La manifestazione
il giallo
Violenza nel bed breakfast Spunta un testimone chiave
Danilo D'Anna
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Continua l'indagine sullo stupro in SiciliaIl fidanzato di un’amica della trentunenne che ha subito l’abuso a Scicli conferma tutto«L’ho trovata in un lago di sangue, non può essersi inventata questa storia»
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MASSA. il racconto della violenza subita a Scicli, nel ragusano, da una trentunenne massese trova una conferma. È finalmente stato trovato un testimone. Un ragazzo, fidanzato di un’amica apuana della vittima, che ha prestato soccorso alla donna quando si è trovata nella camera del bed and breakfast in un lago di sangue. L’uomo da Catania, dove lavora, ha raggiunto l’albergo e si è fatto spiegare cosa era successo. Le ha chiesto se se la sentiva di andare all’ospedale, ma le ha consigliato di farlo quando rientrava a casa: «Io non potevo stare con lei per troppo tempo perché dovevo finire delle cose - ha detto ai carabinieri - eppoi anche lei mi ha detto che se la sentiva di viaggiare in treno, non stava male. Il sangue però c’era e tremava come una foglia». Una spiegazione che convince gli inquirenti che comunque sia, anche se qualche dubbio ancora ce l’hanno, preferiscono procedere nella caccia agli stupratori. Eppoi le incertezze saranno spazzate via non appena arriveranno i risultati degli esami tossicologici effettuati all’ospedale di Massa. Ci vorrà ancora qualche giorno ma è necessario per escludere che la trentunenne sia stata drogata con qualche pasticca per poter abusare di lei senza alcuna resistenza.
A dare credibilità al racconto della donna è anche il fatto che si tratta di una persona normalissima, che non avrebbe avuto alcun problema a nascondere la cosa perché non aveva alcun tipo di lesione. Vive con i genitori, ha un lavoro stabile e soprattutto è una donna indipendente.
Il viaggio in Sicilia doveva essere una vacanza e l’occasione per raggiungere un gruppo di amici ragusani.
Questi però all’ultimo momento, quando lei era già in treno, hanno dato buca perché hanno trovato un’offerta last minute per un veglione a basso costo all’estero. L’hanno lasciata sola. Così la trentunenne è rimasta a Scicli giusto il giorno di Santo Stefano, trovando sistemazione nel bed&breakfast e andando a mangiare e bere in una sorta di discopub non troppo lontano dall’alberghetto. Qui ha conosciuto quei due uomini che poi hanno abusato di lei. Anche se nessuno l’ha vista. Secondo i militari perché è una persona normale, con i capelli lunghi ma minuta. Una che potrebbe non rimanere impressa nella mente di un cameriere se il locale è stracolmo (come era la sera del 26 dicembre). Oppure quei due che sono andati via con lei sono persone del posto e qualcuno li sta coprendo. Insomma, quello che sembrava un racconto fantasioso sta cominciando ad assumere i contorni di uno stupro vero e proprio.
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