Il Tirreno

SINDACO DIVERSO MA VOLPI NON “SCALDA”

di CLAUDIO FIGAIA

di CLAUDIO FIGAIA Forse i massesi non colgono fino in fondo la novità dell’amministrazione Volpi. Un sindaco quasi francescano che rinuncia a tutti i privilegi, usa l’auto propria anche per le...

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di CLAUDIO FIGAIA

Forse i massesi non colgono fino in fondo la novità dell’amministrazione Volpi. Un sindaco quasi francescano che rinuncia a tutti i privilegi, usa l’auto propria anche per le trasferte di lavoro, taglia senza pietà compensi a presidenti e Cda delle partecipate. Un sindaco che interpreta il suo ruolo come “servizio sociale” e fa della riduzione della spesa il suo cavallo di battaglia non è cosa diffusa nell’Italia degli sprechi e delle spese allegre di politici locali e nazionali. Il fatto poi, come egli stesso ha ricordato nella conferenza stampa di fine anno, la “priorità delle priorità” della sua amministrazione sia quella di mettere in sicurezza il territorio è un’altra novità non di poco conto (anche se la strada era stata già intrapresa dal suo predecessore Roberto Pucci). Investire risorse ingenti – pur in gran parte provenienti da Firenze – per ridurre il rischio di alluvioni e frane – opere che, come si dice, costano molto ma portano pochi voti – è vitale per la città.

Eppure, manca qualcosa. Il sindaco Volpi non coinvolge, non entusiasma, non offre “un’ idea di città” (più ecologica, più commerciale, più bella, meno caotica?). E ciò è dovuto, in buona parte, alla fatica e alla lentezza con cui procedono i progetti da lui messi in campo ed elencati come cose “già fatte” o “in corso d’opera”. Ritardi che, a un anno e mezzo dall’insediamento, emergono con evidenza. La Ztl, per dirne una, ha fatto mille piroette e ancora non si vede nella sua forma definitiva. La raccolta differenziata che non cresce è una macchia non cancellata; di recupero di Rinchiostra e Palazzo Nizza si parla da almeno due-tre amministrazioni. Il sindaco, poi, dimentica di dire che il Regolamento urbanistico marcia con gravissimi ritardi, glissa sulla recente sollevazione dei dipendenti comunali contro le misure “niente pausa caffè”, nulla dice sulle difficoltà (peraltro oggettive) di far marciare i piani di re-industrializzazione e ri-collocazione dei lavoratori del territorio (Eaton e non solo) messi a punto con la Regione.

Sul piano politico, inoltre, Volpi deve scontare il pasticcio della candidatura mancata per la Provincia, mentre l’adesione al Pd sua e di tutta la giunta, non pare avere avuto alcuna concreta conseguenza. Insomma, non è tutto oro quel che luccica.

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