Toscana
Gli Stakanov del consiglio 1.032 votazioni in un anno
Alberti, Anghelè e Giusti i più presenti in aula: assenti una sola seduta su 43 Una media di tre commissioni al giorno ma anche 70 pratiche di arretrato
MASSA. Milletrentadue votazioni (fra consiglio e commissioni), 511 votazioni in aula ; 226 fra pratiche, mozioni, ordini del giorno e interpellanze votate o comunque esaminate. E, ancora: 43 convocazioni del consiglio comunale e 946 riunioni di commissioni consigliari, per una media di oltre 100 sedute per commissione. Sono i numeri dell’attività del consiglio comunale nel 2014 che va finendo. Numeri raccolti ed elaborati dalla presidenza del consiglio comunale e presentati ieri da Domenico Ceccotti, che delle assise municipali è presidente. Numeri che attestano un “grande lavoro” svolto dal consiglio comunale, come ha sottolineato lo stesso Ceccotti e che, un po’, smontano il clichè del “politico” che poco o nulla lavora.
Le statistiche fornite dall’amministrazione comunale mostrano anche che in aula (e nelle commissioni) ci sono autentici stakanovisti che non hanno mancato quasi mai. Ma anche che la media di presenze ai lavori consiliari è parecchio alta fra i 32 componenti delle assise.
I recordman della partecipazione, quelli che su 43 sedute del consiglio comunale ne hanno saltata solo una sono: Stefano Alberti, Giovanni Giusti e Luca Anghelè, tutti e tre della maggioranza (Alberti e Giusti sono piddini storici, Anghelè, eletto nelle liste Volpi, è passato alcuni mesi fa ai Democratici). In percentuale, sono stati presenti il 97,6% delle volte.Ma ci sono altri consiglieri che sono stati quasi altrettanto assidui nelle sedute di palazzo civico. Graziella Lazzerini ha partecipato a 41 consigli su 43 (95,3%); Sabrina Bertelloni ha “timbrato” 40 presenze (93%) e così Giancarlo Casotti ed Elena Mosti (tutti della maggioranza).
Dall’altra parte della forbice ci sono Gabriella Gabrielli degli Arancioni, presente 27 volte su 43 (62,8%) e Stefano Benedetti, 28 partecipazioni (65%); Matteo Paci (Cinque Stelle), anch’egli fermo a quota 28. Opposizione tendenzialmente meno partecipativa della maggioranza, dunque e questa è una tendenza che si riscontra spesso nei municipi. E tuttavia va riconosciuto che la media presenze è molto alta – attorno all’80% – e che anche i consiglieri di minoranza non scendono di molto sotto questa quota.
Sì, ma una volta riconosciuto che non sono assenteisti, quanto “producono” i consiglieri comunali? Un’indicazione arriva dal numero di votazioni a cui hanno partecipato. Anche qui in testa alla classifica troviamo Stefano Alberti che ha votato 457 volte su 511; Luca Anghelè che ha schiacciato il bottone per 482 volte in un anno, lo stesso numero di accensioni collezionato da Sabrina Bertelloni. Qui, però, occorre un supplemento di analisi. Se un consigliere ha votato poche volte – Stefano Benedetti, ad esempio – ha partecipato a 209 votazioni (40%, la performance peggiore dell’aula) – ciò non significa automaticamente che ha fatto solo atto di presenza, ha incassato il gettone e poi è andato per i fatti suoi. A volte, anzi spesso, il “non voto” è un gesto politico: il consigliere esce dall’aula al momento dell’alzata di mano elettronica perchè in dissenso con quanto si è portato in votazione, per cercare di fare mancare il numero legale o per altre ragioni “politiche”, e poi torna fra i banchi.
Nel 2014 (e qui passiamo a un’altra modalità di verifica del lavoro del consiglio), l’aula ha esaminato 58 pratiche (in prevalenza, atti della giunta che devono essere approvati dal consiglio comunale) su 89 portati in discussione. Le mozioni esaminate sono state 9, di cui 5 approvate o comunque esaminate. Gli ordini del giorno presentati in aula sono stati 18 di cui 11 approvati o esaminati. Le interpellanze sono state infine 110 (tre in media per consigliere); di esse 83 sono state “evase”, cioè esaminate o approvate. A conti fatti, restano 31 pratiche, 4 mozioni, 7 ordini del giorno e 27 interpellanze del 2014 che il consiglio dovrà affrontare nell’anno nuovo.
Claudio Figaia
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