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Don Gnocchi, reparto ok Ora si pensa al raddoppio

Don Gnocchi, reparto ok Ora si pensa al raddoppio

Bilancio in positivo nel primo anno di attività del presidio di Fivizzano Con soli 32 posti letto assistiti 372 pazienti per riabilitazioni neuromotorie

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FIVIZZANO. In poco meno di un anno di attività, il polo riabilitativo Don Gnocchi, sorto nel complesso ospedaliero del Sant’Antonio Abate, sta rivelandoasi una eccellenza del particolare settore sanitario. A metà strada, in termini geografici, tra quello di Marina di Massa e la analoga struttura di Sarzana, il polo riabilitativo fivizzanese si sta ritagliando considerevole spazio nel frastagliato panorama sanitario che contraddistingue il comprensorio apuo-ligue-lunigianese, come conferma Francesca Cecchi, medico responsabile Sor (Stabilimento ospedaliero riabilitativo) neuromotoria di Fivizzano e del Centro di Marina di Massa.

«La Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus - afferma la dottoressa Cecchi - collabora con la Regione Toscana per l’introduzione e diffusione di percorsi riabilitativi integrati. La rimodulazione dell’offerta assistenziale si inserisce nell’obiettivo di raggiungere la completa integrazione della Fondazione con le sfide della sostenibilità economica del Sistema Sanitario della Toscana. Allo scopo di assicurare ai cittadini residenti un’offerta riabilitativa completa e integrata, nel gennaio 2014 è stato avviato un processo di riqualificazione dell’offerta di prestazioni di Riabilitazione nell’Azienda Usl 1 di Massa Carrara, attraverso l’attivazione di 13 posti letto di riabilitazione intensiva ospedaliera, per il recupero di disabilità importanti che richiedono un elevato impegno assistenziale specialistico, per malattie e disturbi del sistema nervoso e per malattie e disturbi dell’apparato osteomuscolare e tessuto connettivo, e 19 posti letto di riabilitazione extraospedaliera, nel polo sanitario di Fivizzano».

La struttura dispone al momento di 32 posti letto attivi così suddivisi: 13 posti di riabilitazione neuromotoria ospedaliera (codice 56) 19 posti di riabilitazione neuromotoria extraospedaliera (ex art 26). L’équipe di riabilitazione è composta da medici (fisiatri, geriatra, internisti), terapisti della riabilitazione, logopedista, infermieri, operatori socio sanitari, psicologo, tecnico ortopedico. Oltre al trattamento individuale di fisioterapia e di logopedia, neuropsicologia, vengono effettuati i seguenti trattamenti: terapia occupazionale, training del cammino, training individualizzato per l’autonomia nelle attività di vita quotidiana.

«La grande palestra del reparto è dotata di ausilie e attrezzature per il recupero neuromotorio - aggiunge Francesca Cecchi - i protocolli di riabilitazione sono periodicamente rivisti e aggiornati secondo le linee guida internazionali e le più recenti evidenze scientifiche. La struttura si trova integrata con il Sant’Antonio Abate, con la possibilità di potersi avvalere per i pazienti ricoverati dei servizi dell’ospedale stesso, ossia pronto soccorso, anestesista e rianimatore, chirurgia, ortopedia e traumatologia, radiologia, medicina generale e pneumologia. Si lavora in stretta collaboarzione con l’Unità operativa di Riabilitazione funzionale Usl 1, sia con le Unità della riabilitazione della Lunigiana e delle Zona Apuana, seguendo il paziente attraverso percorsi di riabilitazione integrati. Nel primo anno di attività sono stati trattati 372 pazienti, provenienti principalmente dalla Usl 1, prevalentemente Lunigiana, ma anche da altre Asl Toscane come Livorno e Firenze, con una degenza media intorno ai 25 giorni».

Domanda d’obbligo, alla quale però la dottoressa Cecchi risponde solo con un sorriso, è relativa al possibile raddoppio della struttura, visto che la nuovissima palazzina che ospita la Don Gnocchi dispone di un intero piano attualmente vuoto. Possibile fare il bis dei posti letto, dunque, vista la mole di pazienti trattata nel primo anno di attività.

Fabrizio Palagi

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