Il Tirreno

Selvaggina dall'Africa, otto denunce della Forestale

Un mezzo della Forestale
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Un mezzo della Forestale

L'operazione "African-Osei" ha riguardato 80 grossisti, ristoratori e commercianti al dettaglio

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MASSA. Stroncato un traffico di selvaggina, in arrivo dall'Africa. L'operazione, in codice 'African-Osei', coordinata dal Nucleo investigativo provinciale di Polizia ambientale e Forestale di Macerata e diretta dalla Procura maceratese, ha riguardato oltre 80 grossisti, ristoratori e commercianti al dettaglio di selvaggina. In totale si tratta di circa 400.000 passeri e storni, catturati in Africa con mezzi che in Italia sono vietati, e poi venduti illegalmente a ristoranti e supermercati.

Per ora sono otto le persone denunciate alle procure di Macerata, Massa Carrara, Pesaro e Ravenna: rischiano fino a sei mesi di arresto per violazioni della normativa sulla tutela della fauna selvatica e il prelievo venatorio. Controlli però sono ancora in corso in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, per rintracciare gli altri uccelli venduti illegalmente.

In Italia la fauna selvatica è considerata patrimonio indisponibile dello Stato, e il commercio di uccelli selvatici è vietato. Anche le specie per le quali è consentita la caccia non possono essere vendute, acquistate o trasportate. In base alle norme Ue, dal 24 giugno scorso il divieto è esteso anche all'avifauna importata dall'estero e della quale esistano popolazioni anche nei Paesi dell'Unione.

La cattura di grandi quantità di uccelli selvatici con reti o trappole è vietata in gran parte del territorio comunitario ma è consentita in Tunisia, Albania, ed altri Paesi, dove ogni anno vengono catturati milioni di uccelli.

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