Sicurezza
Sede del Comune trasferita a Sassalbo per non pagare l’Imu
Approvata dal consiglio la proposta del sindaco che dice: altro che provocazione, in ballo c’è il futuro di Fivizzano
FIVIZZANO. «Altro che provocazione qui c'è in ballo il futuro del nostro Comune e degli altri Comuni montani».
Questo il “grido di guerra” del sindaco Paolo Grassi nella battaglia per contrastare la tassa Imu per i terreni agricoli, un altro balzello voluto dal Governo Renzi ritenuto insopportabile in un territorio disagiato e pieno di problemi come quello fivizzanese.
E ieri a dare sostegno al primo cittadino si è schierato quasi nella totalità, il consiglio comunale, che nella seduta straordinaria convocata a Sassalbo, ha detto si a due documenti politici per contrastare la nuova tassa Imu per i terreni agricoli, uno a firma dell'Uncem nazionale nel quale si sottolinea l'errore commesso dal Governo e l'altro, quello senz'altro più clamoroso, voluto dallo stesso sindaco Grassi, di voler spostare la sede del Comune di Fivizzano a Sassalbo, frazione situata a 836 metri sul livello del mare, quindi immune dalla nuova tassazione.
Il decreto infatti prevede che fino a 280 metri paghino tutti i possessori di terreni agricoli; da 281 a 600 metri tutti tranne gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti; e oltre i 601 non paga nessuno. Quindi spostando la sede legale del Comune dal capoluogo fivizzanese, che è situato a 326 metri , a Sassalbo, l'intero territorio verrebbe riconosciuto in toto come montano.
Oltre a questa azione si può dire che il Comune di Fivizzano, sia stato paladino nel contrastare l'odiata tassa, è stato infatti uno dei primi in Italia a porre il problema dell’Imu sui terreni agricoli all’attenzione degli organi governativi.
Dopo che il decreto era uscito il 6 dicembre scorso già il 9 il Comune fivizzanese aveva già inoltrato una lettera al Presidente del Consiglio Renzi per obiettare contro la tassazione.
Altri poi si sono mossi facendo scaturire una bella notizia che fa ben sperare come si legge sul sito del Comune di Fivizzano: che il ricorso presentato dall’Anci di Liguria, Umbria, Veneto e Abruzzo, al Tar del Lazio è stato accolto.
«Secondo il Tar - si legge nella pagina del Comune - il pregiudizio viene dalla assoluta incertezza dei criteri applicativi con particolare riguardo a quello dell’altitudine e il provvedimento interviene quando ormai gli impegni finanziari da parte dei Comuni sono stati assunti determinando così forti ripercussioni sui bilanci comunali».
Si aspetta quindi la decisione definitiva sulla vicenda che si avrà il prossimo 21 gennaio quando il dal Tar del Lazio esprimerà il proprio giudizio in merito.
Ma nell'attesa il sindaco Paolo Grassi rimarrà in prima linea nel constare la tassa voluta dal “suo” partito, partecipando tra l'altro il prossimo 12 gennaio a Montecitorio ad altri sindaci e parlamentari a una manifestazione a difesa dei territori montani.
Marco Landini
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