Il Tirreno

Le cancellerie si svuotano E i sostituti sono pochi

Le cancellerie si svuotano E i sostituti sono pochi

5 pm non bastano per un territorio così vasto: ma il Csm non ha concesso rinforzi In arrivo altri pensionamenti tra civile e penale. E la presidente Failla protesta

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MASSA. Non è soltanto il procuratore capo Aldo Giubilaro a lamentarsi per la carenza di personale, anche il presidente del tribunale Maria Cristina Failla si unisce alla protesta. Sotto organico è la parola usata da entrambi, seguita da selezione dei processi e delle indagini a seconda del grado di importanza. Da qui non si scappa, anche perché il 2015 in questo senso non porta buone nuove, anzi. Nelle cancellerie per l’anno prossimo è previsto l’esodo - tra mobilità e prepensionamenti - di sei elementi, equamente suddivisi tra civile e penale. L’annuncio è stato dato qualche settimana fa proprio da Failla: «C’è poco da fare - spiega - personale ne abbiamo poco, con questa nuova sforbiciata ne avremo ancora di meno. Facciamo i salti mortali per portare a termine il nostro lavoro, vorrà dire che i salti li faremo anche doppi».

Le cancellerie attualmente hanno un deficit di personale del 25%, praticamente ne manca uno su quattro. Il cancelliere serve al giudice, ha una funzione fondamentale nel procedimento. Visto che sono così pochi sono state ridotte al massimo le sedute pomeridiane, concentrando il lavoro in aula tutto nella mattina. È chiaro che qualche udienza viene rinviata più in là nel tempo. «Ma non possiamo pretendere che il personale faccia straordinari su straordinari, non è giusto. Ricordo che si tratta di ore che poi queste persone non si vedono retribuite e non prevedono alcun tipo di recupero sottoforma di riposi. Insomma, la situazione non è rosea, anche se devo dire che ci siamo dati da fare e buona parte dell’arretrato ormai è stato smaltito. Anche se poi la corte di appello di Genova fissa i processi di secondo grado dopo uno o due anni», aveva aggiunto il presidente del tribunale.

E in procura non si sta meglio, anzi. L’anno orribile per la squadra di Giubilaro è stato il 2013, dopo il trasferimento del sostituto procuratore Federico Manotti a Genova. «Il carico di lavoro per i colleghi è davvero tanto, tocca a me a dover fare un passo. Anzi, l’ho già fatto e lo devo soltanto completare», aveva detto prima di chiedere a Roma di allargare la squadra dei sostituti. «Cinque elementi per un territorio vasto come il nostro sono pochi, ne serve ancora un altro», aveva detto. La richiesta però è rimasta lì perché il Csm pur condividendo non si è mosso di una virgola. Nonostante i tagli e gli accorpamenti di alcune piccole procure.

Poi è arrivato il sostituto procuratore Roberta Moramarco e le cose sono leggermente migliorate, adesso però il sostituto procuratore andrà in maternità (ha lavorato praticamente fino all’ultimo) e quindi tornerà l’emergenza.

Giubilaro più volte ha parlato dei problemi di Massa Carrara al procuratore generale di Genova Vito Monetti. Lui ha preso atto della situazione (Massa-Carrara è sotto Genova) e ha consigliato di seguire i procedimenti che riguardano i reati più grossi, ma non ha detto di tralasciare il resto. Aveva chiesto pazienza in vista di una riorganizzazione, che però non c’è stata. Ed è qui che ci si allaccia al discorso sulle prescrizioni dei processi più importanti: le indagini sono lunghe, poi istruire i processi richiede tempo e fatica. E si perdono mesi inutilmente. Una situazione preoccupante, anche se il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri ha negato l’emergenza: «A Massa il numero delle prescrizioni è sicuramente assai inferiore che in altri tribunali italiani. La lentezza dei processi è principalmente causata dalle leggi. I processi sono lenti perché vi sono procedure che li rendono lenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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