Inchiesta Carrione salta la commissione L’opposizione esce
Clima avvelenato in consiglio comunale con i presidianti che sparano su tutto. Il sindaco: «Fiducia a Dell’Amico»
CARRARA. Resta alta la tensione in consiglio comunale: l'Assemblea permanente – cioè il gruppo di cittadini che presidia la sala della Resistenza dall’8 novembre – presenta le sue dieci domande all'Amministrazione e si inasprisce l'attrito tra maggioranza e opposizione, mentre naufraga la commissione d'inchiesta sul Carrione. Hanno abbandonato l’aula uno dopo l'altro; Federico Bonni, M5S, si è seduto in platea tra il pubblico, mentre tutti gli altri hanno lasciato il municipio.
L’opposizione ha manifestato così, ieri mattina il proprio dissenso alla decisione della maggioranza di non concedere spazio, nemmeno questa volta, a interpellanze e mozioni. La polemica si trascina dalla precedente seduta del consiglio, interrotta per le defezioni di diversi consiglieri di maggioranza che avevano fatto mancare il numero legale proprio a ridosso della presentazione di interpellanze e mozioni. Inutile l’intervento di Matteo Martinelli (M5S) che in apertura di assise ha chiesto di presentare interrogazioni e mozioni, richiesta rispedita al mittente dopo una piccola querelle tra il consigliere grillino e il presidente del consiglio Luca Ragoni. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato l'Assemblea permanente: «Ci rivolgiamo a lei sindaco visto che molti dei suoi assessori sono impegnati con gli smartphone..» ha esordito Sara Menconi, portavoce del presidio che ha poi presentato una sorta di maxi interpellanza. I temi: il carteggio tra Comune e Provincia prima del crollo dell’argine del Carrione, la mancata partecipazione alla mostra newyorkese dedicata a Buonarroti, il rinvio del regolamento degli agri marmiferi e il progetto di un sistema satellitare per i camion del marmo e ancora, la richiesta di effettuare riprese video integrali in consiglio e di pubblicare sul sito del municipio l’ordine del giorno dell’assise, il caso dell’amministratore unico di Progetto Carrara indagato per Erre Erre, il mancato ricorso in cassazione nel processo Rumianca e infine l’utilizzo del Palco della Musica di Piazza D’armi recentemente riaperto. A rispondere all'Assemblea sono stati sindaco e assessori, anche se qualche quesito è rimasto disatteso. Le novità più rilevanti sono arrivate dal vicesindaco Andrea Vannucci, titolare della delega al Marmo, che ha garantito che l'Amministrazione, su indicazione della maggioranza, procederà con il regolamento degli agri anche da sola, nel caso in cui i tempi della legge regionale dovessero dimostrarsi lunghi e ha assicurato che il sistema satellitare per i camion del marmo dovrebbe essere introdotto contestualmente al nuovo regolamento. Caso-Buonarroti a parte, il resto è toccato al primo cittadino: ribadito che sull’argine il Municipio non si attivò perché aveva le rassicurazioni dalla Provincia, Zubbani ha confermato la fiducia a Giorgio Dell’Amico di Progetto Carrara, «selezionato per le sue competenze» e che «resta al suo posto perché innocente fino a prova contraria» mentre sul caso ex Rumianca, il sindaco ha spiegato che l'Amministrazione non ha presentato ricorso in quanto i suoi legali ritenevano quella causa senza sbocco.
Terminato il botta e risposta tra giunta e Assemblea permanente, mentre venivano illustrate le delibere all'ordine del giorno, gli scranni riservati all'opposizione hanno iniziato progressivamente a svuotarsi:la maggioranza ha quindi approvato da sola la delibera per lo stanziamento fuori bilancio da 70.000 euro destinato a coprire le spese di vitto e alloggio degli alluvionati, quella per la modifica dello statuto di Area, necessaria all’alienazione delle quote pubbliche della spa e infine il provvedimento per la proroga al 30 giugno dei tributi comunali. Ritirata invece la delibera per la costituzione di una commissione d’indagine sul cedimento dell’argine del Carrione: una mossa obbligata, non solo per l’assenza dei consiglieri di minoranza dall’aula ma anche e soprattutto perché, era stata stroncata sul nascere dall’opposizione che si era detta fin da subito contraria all'istituzione di quell'organismo.
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