Gioco
Si perdono posti di lavoro? I sindacati dichiarano lo stato di agitazione
Troppe vertenze aperte nella provincia apuana senza che nessuno faccia qualcosa per reagire. La disarmante fotografia di chi tutela i lavoratori a Massa Carrara
MASSA CARRARA. Stato di agitazione per la crisi occupazionale che colpisce l’area apuana. Lo dichiareranno i sindacati davanti al consorzio Gesco, simbolo dell’immobilismo di questo territorio che non riesce a creare posti di lavoro. Dati impressionanti che fotografano vertenze che si trascinano da mesi, se non da anni. Oltre a Eaton e Nca c’è anche la Sanac, ultima arrivata in questo calderone che nessuno vuole decidersi a vuotare.
I primi campanelli d’allarme alla Sanac di via Dorsale erano suonati lo scorso anno. Poi, di nuovo in questa ultima estate. Ora il grido di allarme è più forte e preoccupante. L’azienda di proprietà del gruppo Ilva, che produce refrattari per impianti siderurgici, rischia lo stop alla produzione. Con conseguente possibilità di ricorso a cassa integrazione e licenziamenti. Il problema, spiegano Cgil, Cisl e Uil, si chiama “mancanza di liquidità”. Cioè: l’Ilva di Taranto – impelagata com’è nelle vicende giudiziarie che hanno portato agli arresti di parte della famiglia Riva – non paga le forniture realizzate dalla sua controllata Sanac, che ha quattro stabilimenti sparsi per l’Italia. Un problema che si ripete ciclicamente, anche se questa volta sembra assumere aspetti strutturali.
Ci sono state interrogazioni parlamentari, gli operai hanno provato a far sentire la loro voce ma al momento nulla si sblocca. Prima dei botti di fine anno bisogna cominciare a fare qualcosa. Stiamo parlando, compreso l’indotto, di 150 occupati. Il rischio è quello di un 2015 più nero di quello che è a un passo dal congedo.
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