Sicurezza
«Mamma voleva pagare per poter restare in corsia»
MASSA. «Ho ancora nelle orecchie le urla di dolore di mia madre mentre i volontari la riportavano a casa la prima sera. Adagiata su quel telo con il catetere che spingeva sempre di più sembra quasi...
MASSA. «Ho ancora nelle orecchie le urla di dolore di mia madre mentre i volontari la riportavano a casa la prima sera. Adagiata su quel telo con il catetere che spingeva sempre di più sembra quasi piangesse a ogni passo che facevano quelli del 118. Che tanto per essere chiari non avevano alcuna colpa». A parlare è Modesto Angeli, uno dei tre figli di Angelina Bertugelli, la donna di 87 anni respinta dal pronto soccorso dell’ospedale Santi Giacomo e Cristoforo perché secondo il medico il suo stato di salute non necessitava un ricovero.
Avete chiesto se potevano trattenere vostra madre lo stesso all’ospedale?
«Certo, ci avevano detto che dovevano tornare la mattina dopo alle nove per la visita urologica. Era l’una di notte, abbiamo chiesto se potevano farci il favore di ricoverarla per non tornare a Casette, sapevamo che sarebbe stato complicato trasportarla. È stata lei stessa a chiedere a quel medico se pagando qualcosa la potevano trattenere, lui ha spiegato che era impossibile e che l’unica cosa che poteva fare era sistemarla su una barella e lasciarla nel corridoio. Ci siamo rifiutati».
Quando avete capito che mamma era in fin di vita?
«Il pomeriggio della vigilia di Natale, le sue condizioni si sono aggravate. Ad urologia ci avevano tranquillizzati, ma a medicina ci hanno detto che l’organismo non reggeva più e che quelle crisi respiratorie non le avrebbero lasciato scampo. E così è stato».
Denuncerete quei medici?
«A urologia e a medicina sono stati stupendi, sia i dottori sia gli infermieri. Con loro non abbiamo nulla, ci mancherebbe. Hanno assistito mamma fino alla fine».
Con il dottore del pronto soccorso, invece...
«Non sono un esperto e non lo so. Non siamo neppure entrati nell’ambulatorio e quindi non possiamo dire cosa hanno fatto alla mamma. Magari la procedura è quella giusta. Anche se l’impressione è che ci considerassero delle persone che volevano liberarsi di un anziano per passare il Natale tranquillamente. Chiederemo all’avvocato cosa fare».
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