Sicurezza
CACCIA AI FURBETTI
Le visite si pagano in nero, così medico evade le tasse
Danilo D'Anna
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La guardia di finanza a caccia di furbettiIl dottore è stato scoperto da una serie di controlli incrociati dalla Finanza. Nei guai anche un avvocato che non fatturava le parcelle ai suoi clienti
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MASSA. Gli ultimi a subire la verifica della guardia di finanza sono stati un medico e un avvocato. E le fiamme gialle hanno scoperto che la loro dichiarazione dei redditi non era sincera, dato che non registravano con la fattura tutte le visite ai pazienti e i consulti ai clienti. Si facevano pagare in nero, insomma. Sono gli ultimi furbetti del 2014 a cadere nella serie di controlli incrociati delle fiamme gialle, che tra studi di settore e lettere a pazienti e assistiti si sono fatti un quadro della situazione ben diverso da quello che veniva dichiarato al fisco. Soprattutto il medico è stato sbugiardato dai suoi pazienti che sono stati contattati dai finanzieri con una lettera. Una richiesta di chiarimenti, quante visite avevano effettuato nello studio del dottore e quante volte gli era stata rilasciata la fattura. E il risultato è stato quello previsto: la maggior parte delle volte il pagamento era in nero e invece dei 130 euro se ne pagavano 100. Inutile dire che tutti accettavano lo sconto. Più o meno ogni dieci visite almeno quattro finivano nel dimenticatoio. Stesso discorso per l’avvocato, anzi con l’aggravante che le parcelle occultate al fisco erano di svariate migliaia di euro. Qui però non sono stati contatti i clienti del legale, ma sono state fatte verifiche incrociate con gli studi di settore. Anche perché il reddito dichiarato era davvero poco.
Nel 2013. Nel 2013 del resto i controlli hanno dato risultati sorprendenti. C'era anche un falso dentista tra i diciassette professionisti finiti nel mirino della guardia di finanza un anno fa per non aver dichiarato tutto quello che avevano guadagnato al fisco. Il finto medico esercitava senza averne i titoli in un ambulatorio che aveva aperto in Lunigiana. Nessuno dei suoi pazienti sapeva che non era un dottore e quindi tutti si fidavano ciecamente di lui. Accertamento anche per un notaio di Carrara, con studi anche a Massa e a La Spezia che aveva occultato all'erario svariati milioni di euro. Sono soltanto due dei diciassette casi scoperti dagli uomini del colonnello Giovanni Fiumara. L'attività nel 2013 ha consentito di recuperare redditi non dichiarati al fisco per oltre 18,5 milioni di euro e Iva per circa 1,5 milioni di euro. Inoltre per due professionisti si è proceduto alla segnalazione all'autorità giudiziaria, per il reato di dichiarazione fraudolenta, mediante l'uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e per il reato di dichiarazione infedele.
Giro di vite. Visti i risultati del 2014 l’anno prossimo le fiamme gialle intensificheranno i loro controlli ai liberi professionisti apuani. La Finanza ha una vera e propria lista delle dichiarazioni sospette e quando fa un accertamento va a colpo sicuro. Difficilmente il controllo non dà il risultato sperato. E i numeri lo dimostrano.
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