Lutto
Va a Fivizzano la palma d’oro dell’agricoltura
È il comune lunigianese con il più alto tasso di imprese verdi Nell’area le aziende fallite superano le nuove iniziative
LUNIGIANA. Turismo rurale, agricoltura e prodotti tipici sono gli assi nella manica della Lunigiana. Non ha schivato le frustate della crisi, ma neppure ha ancora giocato tutte le sue carte. In parte inespressa, ancora "acerba" e piena di contraddizioni, l'economia lunigianese ha opportunità di sviluppo produttivo: la valorizzazione dell'ambiente e degli spazi rurali, il patrimonio di produzioni tipiche e locali, un territorio poco antropizzato e con bassa pressione edilizia, un paesaggio collinare e montano che presenta un elevato indice di eterogeneità ambientale, culturale e paesaggistica. Sono tutti aspetti che, se messi a sistema, sono in grado di generare ricchezza, occupazioni, prospettive.
Un dossier che ci parla di ieri per indicarci quale è la strada da prendere è quello elaborato dall'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara presentato nei giorni scorsi al Castello di Terrarossa, occasione della giornata che ha segnato la riapertura degli uffici in Lunigiana.
Turismo. Agricoltura e turismo, ambiente e cultura, gastronomia ed accoglienza: è questa la strada giusta. Il 60% delle strutture extralberghiere, 173 su 286, si trova in Lunigiana; 22 i Bed&Breakfast, 83 gli agriturismi. È proprio grazie al crescente peso delle strutture extralberghiere che la domanda turistica "tira", ma anche in funzione del rafforzamento della domanda da parte degli stranieri (+48,5%) con i tedeschi che preferiscono gli ostelli, i belgi gli agriturismi che hanno conosciuto una fase di forte espansione negli ultimi anni e gli alberghi di alta qualità (3 e 4 stelle), gli olandesi i campeggi e degli inglesi nelle case vacanza. L'ultimo dato disponibile sui flussi in Lunigiana risale al 2012, ed è positivo: + 14,5% presenze (4,60% italiani, 34,10% stranieri), + 16% arrivi. Più strutture significa anche più posti letto e la Lunigiana ne ha saputi creare 5.098 in più (+15%), 2.203 tra agriturismi, affittacamere .. a fronte di una diminuzione di 93 posti letto nelle strutture alberghiere. Grave invece è la flessione del turismo escursionistico. Nel complesso l'incidenza del turismo sull'economia provinciale è quasi il doppio (11,9%) rispetto a quella della costa (6,76%) e fornisce una risposta di occupazione di quasi 2.000 unità.
L'agricoltura. Ancorare lo sviluppo dell'agricoltura al turismo culturale-verde, alle produzioni tipiche e locali. È in questa direzione che le 2.766 imprese lunigianesi hanno preso nonostante le difficoltà e la fragilità del territorio che ne ha compromesso i risultati soprattutto negli ultimi anni in seguito anche agli eventi alluvionali. Piccole, se non piccolissime, con una dotazione di superficie agricola inferiore all'ettaro per il 41% delle imprese, la fortissima riduzione del numero di imprese (-59% nella sola Lunigiana, - 60% a livello provinciale) è la linea di tendenza che accomuna l'ultimo decennio - anche se con toni minori - sia il quadro regionale che nazionale. È Fivizzano con il 18,9%, 623 imprese, il comune con la più alta densità imprenditoriale agricola seguito da Pontremoli con l'11,4% (377 imprese). In generale in Lunigiana sono sinuate l'84 delle imprese. La riduzione del numero di imprese a cavallo tra i due censimenti (2000 e 2010) ha effetti sulla superficie agricola utilizzata (-42,4%). Solo 40 le aziende a conduzione con salariati nel nostro territorio di cui dieci nell'area di costa e la quota restante in Lunigiana, un valore inferiore sia al dato medio regionale (3,8%), sia a quello nazionale(4,1%). Inoltre 887, il 27% del totale, risultano aziende agricole con allevamenti, in forte diminuzione rispetto all'anno 2000 (-734 unità), di cui attualmente l'80% del totale, 717 aziende con allevamenti, ubicate in Lunigiana. Ciò nonostante nella filiera agricoltura - allevamento - produzioni tipiche - qualità ambientale - gastronomia - turismo risiede uno dei maggiori potenziali di crescita dell'area, in un contesto di sostenibilità ambientale.
Le imprese. Per la prima volta dal 2008 il saldo delle imprese è in negativo (-1,1%) e più pesante rispetto al dato provinciale (-0,2%). 1 impresa su 4 (24,2%, pari a5.451 unità su 22.566) è localizzata in Lunigiana - il dato più basso degli ultimi dieci anni - la metà tra Aulla (24%), Pontremoli (14,8%) e Fivizzano(13,4%): il 26,6% (1.450 imprese registrate, 2.841 addetti) appartiene al commercio, il 20% alle costruzioni (1.108 imprese, 2.397 addetti), compartocaratterizzato dalla forte presenza di artigiane (52,2% delle totali), il 15,3% all'agricoltura (832 imprese, 909 addetti), l'8% al manifatturiero ed i servizi di alloggio e ristorazione. 3 su 4 (64,2%) sono imprese individuali figlie dell'espulsione di lavoratori dal contesto tradizionale del lavoro dipendente che si è tradotto, in molti casi, nella ricerca di uno sbocco lavorativo con l'apertura di nuove attività imprenditoriali. Il 19,3% sono società di persone, il 13,1% società di capitale a dimostrazione di una minor strutturazione delle imprese presenti nell'area lunigianese.
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