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Giurlani punta il dito: l’Imu mette a terra i Comuni montani

Giurlani punta il dito: l’Imu mette a terra i Comuni montani

Il presidente Uncem Toscana al consiglio di Bagnone Il sindaco Marconi: svantaggiati dal no alla fusione

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BAGNONE. Ultimo consiglio comunale del 2014: una seduta importante dal punto di vista amministrativo perché si è ultimato l’iter di trasferimento delle funzioni associate, che passano dal municipio all’Unione dei Comuni. Un passaggio obbligatorio, visti gli obblighi di legge, per quei Comuni che sono al di sotto dei 3mila abitanti e che entrerà in vigore dal primo gennaio 2015. Prima dell’inzio dell’assemblea il presidente dell’Uncem Toscana, Oreste Giurlani, sindaco di Pescia, ha fatto il punto sulla situazione in cui versano i Comuni montani toscani, in ottica della nuova Imu sui terreni agricoli e sul trasferimento delle funzioni associate.

«Riteniamo inaccettabile – ha affermato Giurlani – questa tassa. La sua approvazione giunge tardiva, al 28 novembre, e non ci sono i tempi materiali per i Comuni per pensare a manovre di alleggerimento del carico fiscale su questo frangente. Tagliando i fondi alle realtà municipali e invitando a recuperare tali risorse attraverso l’Imu si fa diventare l’ente locale l’esattore dello stato rendendolo inviso ai cittadini. Riteniamo opportuno che sia ritirata e che ci si riunisca intorno a un tavolo per concertare una soluzione che sia sintesi tra Governo nazionale e Comuni montani».

Tornando all’argomento principale della serata Carletto Marconi ha presentato quelle che saranno le modifiche che investiranno «la creazione di una centrale di committenza unica prenderà in consegna le funzioni principali del Comune. Passeranno, sotto l’egida dell’Unione, la pianificazione e l’edilizia scolastica, dopo che sono già state trasferite il catasto, la Protezione civile (parzialmente), il servizio di nettezza urbana, la Polizia municipale, l’illuminazione pubblica e il trasporto pubblico. Rimarranno di competenza diretta l’anagrafe, lo stato civile e i servizi cimiteriali».

Il passaggio quindi servirà a contenere i costi, non ci sarà alcuna riduzione di organico del personale dei vari comuni, otto in totale, quanto una redistribuzione ai vari uffici. Questa situazione genera una grossa difficoltà allo stesso Comune, come afferma lo stesso sindaco, dato che si entra «in una fase rivoluzionaria che cambierà la conformazione della pubblica amministrazione».

Il presente però poteva essere ben diverso secondo Marconi, infatti tutto ciò si sarebbe potuto evitare se si fosse detto sì alla fusione «si possono ripetere tutti i vantaggi che sarebbero potute derivare. Dal recepimento di 7 milioni in 10 anni, sino al blocco del patto di stabilità, per giungere all’abbassamento della tassazione locale. Gli amministratori hanno il dovere di proporre alla popolazione tali opportunità, tocca poi ai cittadini confermare o negare tali suggerimenti».

Cristiano Borghini

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