Il Tirreno

la storia della crisi

Imprenditore cade in disgrazia, e non riesce più a mantenere i figli

A processo per mancata assistenza familiare, il racconto in tribunale: a cinquant'anni sono tornato a vivere con i miei genitori

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LUNIGIANA. Una storia della crisi. Una separazione difficile e problemi economici e di lavoro che, secondo quanto emerso in tribunale, hanno spinto un padre a non versare più gli alimenti per mantenere i propri due figli.
A raccontare la vicenda è stato lo stesso imprenditore lunigianese4 finito a processo (è assistito dall’avvocato Alessandro Ravani) per mancata assistenza familiare, ossia per non aver versato gli assegni di mantenimento alla ex moglie per i figli. Proprio lui ha parlato delle sue vicissitudini che, nel 2007, lo hanno visto costretto a chiudere la sua società edile e, da imprenditore a diventare boscaiolo e carpentiere per lavoretti saltuari.
«Per un certo periodo le cose andavano bene. Poi di lavoro ha cominciato a essercene sempre di meno, una difficoltà dietro l’altra». Tanto che alla fine la piccola ditta che aveva dato tante soddisfazioni al padre finito sotto processo ha dovuto chiudere i battenti: «La chiusura della società - ha continuato nel suo racconto l’ex imprenditore - mi è costato duecentomila euro e da allora non ho più trovato un impiego fisso, nessuna possibilità di rimettermi in carreggiata- ha raccontato al giudice Fabrizio Garofalo - Mi sono ritrovato a dover chiedere ospitalità ai miei genitori, a più di cinquant’anni, perché non avevo più nulla».
E sul banco dei testimoni è sfilata anche l’anziana madre dell’ex imprenditore ora finito in disgrazia. Proprio lei ha dovuto raccontare i particolari di una vicenda familiare delicatissima. E lo ha fatto con il “cuore di mamma”.
«Mio figlio qualche anno fa è tornato a bussare alla porta di me e mio marito, che viviamo con le nostre piccole pensioni - ha ricordato la donna - Non ha più nemmeno l’auto, viviamo sotto lo stesso tetto e un piatto di minestra certo non glielo facciamo mangiare».
Una deposizione piena di commozione, quella di una madre che deve testimoniare in aula, sull’indigenza in cui si trova il figlio, in passato titolare di una piccola azienda che lavorava sia in Lunigiana che in tutta la provincia apuana.
È stato infine sentito dal giudice anche uno dei due figli del padre a processo per la mancata assistenza. Quella del ragazzo è stata una testimonianza a tratti difficile: «Ci ha mantenuto sempre la nostra nonna materna, se non fosse stato per lei saremmo finiti sotto a un ponte».<QM>

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